15 MARZO “IL MANIFESTO” E L’INFORTUNIO DEL GLISOFATO
TROPPO BELLO! “IL MANIFESTO” ERA
STATO IL SOLO GIORNALE FUORI DAL CORO DELLA CRIMINALIZZAZIONE DELLA
MANIFESTAZIONE DEL 10 MARZO A RAVENNA.
GLIEL’HANNO FATTA SUBITO PAGARE!
CHI HA AUDIENCE E PENSIAMO DI SAPERE QUALE TIPO DI AUDIENCE, SI E’ FATTO SENTIRE. AVER APPOGGIATO LA PRIMA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL TRANSGENICO DIVENTA UNA COLPA! E SI SCARICA
TUTTO SUL CRONISTA.
SIAMO TUTTI A PAROLE CONTRO IL TRANSGENICO, AL CENTRO NEI COMIZI, MAGARI A GENOVA MA QUANDO SI SCENDE SUL TERRENO DELLA PRATICA CONCRETA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA SALTANO FUORI LE ROGNE, GLI AMMINISTRTATORI LOCALI DI SINISTRA CHE SONO CETO POLITICO TANTO QUANTO GLI ALTRI, I GIORNALI DELLA SINISTRA CHE RISENTONO DELLE PREOCCUPAZIONI DEGLI AMMINISTRATORI. E’ DA QUESTO LIVELLO CHE SI PUO’ CAPIRE LA NON BELLIGERANZA SU QUESTO TIPO DI REALTA’ MATERIALE, DI PRATICA LOCALE SI FONDA LA NON BELLIGERANZA CON LA BORGHESIA IMPERIALISTA AL CENTRO.
PPRESENTIAMO L’ARTICOLO DEL MANIFESTO E LA RISPOSTA DEI COBAS IN SUCCESSIONE.
… GRATTA GRATTA IL RADICALE VIENE
FUORI IL CAPITALE (ANTICO SLOGAN DI MOVIMENTO)
NON E’ COMUNQUE UNA BELLA NOVITA’
TUTTO CIO’ : LA STRADA CHE ABBIAMO DI FRONTE E’ PROPRIO TUTTA IN SALITA
F.
L'infortunio del glifosato TERRATERRA (MARINA FORTI)
Ammettiamolo. Il breve articolo pubblicato domenica scorsa in queste pagine,
sotto il titolo "Senza ogm", è purtroppo un pessimo esempio di
informazione
sulle battaglie ambientali (e il fatto che sia stato scritto da una
collaboratrice non ci esime da responsabilità). Almeno tre lettori ce lo
hanno fatto notare, e sentiamo il dovere di riprendere la questione: perché
la nostra credibilità ci sta a cuore, e forse anche perché la storia di
Ravenna chiama in causa un pericolo ricorrente nell'informazione.
In sintesi: l'articolo riferiva di una manifestazione promossa a Ravenna dal
"Coordinamento salvaguardia biodiversità Emilia Romagna" contro
"l'insediamento di una fabbrica per la produzione di 20mila tonnellate
annue
(che diventeranno 40mila) di glisolfato, un pesticida cancerogeno per le
colture Ogm nel mondo". Primo errore: il "glisolfato" non esiste;
esistono
due prodotti dal nome simile ma non sono "pesticidi" (parola derivata
dall'inglese che indica insetticidi o funghicidi per l'agricoltura) bensì
diserbanti. A ragione si arrabbia la lettrice Nunzia Guerra: "Non esiste
alcun diserbante che si chiama glisolfato: ne esistono due specifici per Ogm
(organismi geneticamente modificati, ndr), il glufosinate ammonio e il
glifosate; quale dei due verrà prodotto in Italia? la questione può non
sembrare importante, ma sono prodotti da due aziende diverse con pesi
differenti". E infatti la fabbrica in questione, Icr, vorrebbe produrre
glifosato, un erbicida ad ampio spettro e forse cancerogeno - diversi studi
lo legano a un aumento nel rischio di linfomi non-Hodgkin.
L'articolo pubblicato domenica affermava che il progetto "il 18 gennaio
scorso aveva ottenuto l'ok - o meglio il Via (Valutazione di impatto
ambientale) - con voto unanime di tutte le forze politiche del consiglio
regionale". Secondo errore fattuale, ci fa notare Guido Pasi, assessore
regionale del Prc: "Nessun consiglio regionale ha mai discusso della
fabbrica di glifosato di Ravenna, tantomeno ha votato, tantomeno decidendo
all'unanimità, tantomeno il 18 gennaio scorso. In quella data è stata
semplicemente iscritta un'interrogazione in proposito della consigliera
verde Daniela Guerra. Se ne riparlerà quando avrà risposta". La
Valutazione
di impatto ambientale? In effetti il 12 settembre il consiglio regionale
dell'Emilia romagna ne aveva votato una "presa d'atto" (non
all'unanimità).
Gesto ambiguo, è vero, ma non un'approvazione. Prosegue Pasi:
"Nell'articolo
di domenica si scrive che la fabbrica produrrà un pesticida ma essa invece:
1) se mai lo farà, produrrà un erbicida, noto sul mercato come Roundup. Che
c'entra con gli Ogm? La Monsanto ha brevettato una soia transgenica 'roundup
resistente'. Si getta l'erbicida e solo quella soia non ne soffre. La Icr
vuole entrare in questo mercato in concorrenza alla Monsanto che non detiene
più l'esclusiva del brevetto (...). 2) Su richiesta del gruppo di
Rifondazione al Comune di Ravenna la procedura è bloccata, quindi resta
ancora da vedere se sarà mai sbloccata e se la fabbrica si farà". Pasi
elenca altre falsità contenute nella piattaforma che convocava quella
manifestazione - ma limitiamoci alle nostre inesattezze...
Perché torniamo su questo "infortunio" giornalistico? Per correggere
gli
errori, in primo luogo. Ma anche perché ci convince l'obiezione sollevata da
un altro lettore, Daniele Fantini: in quell'articolo, scrive, "c'è tutto
il
"vocabolario del panico quotidiano": industrie chimiche, pesticidi
(forse il
glifosato), Ogm, cancro (di che cosa?)...". E' ben questo il pericolo.
Siamo
bombardati da messaggi rassicuranti basati sulla disinformazione ("gli ogm
elimineranno la fame nel mondo", "la scienza sconfiggerà le
malattie"): non
possiamo accontentarci di un'informazione sommaria - con il danno di
screditare battaglie sacrosante come quella contro l'inquinamento provocato
dall'industria chimica (compresa l'eventuale fabbrica di glifosato a
Ravenna, a cui è bene opporsi), contro i brevetti sugli organismi
geneticamente modificati, per il controllo pubblico della ricerca biotech e
non), e così via. Rimettiamoci al lavoro.
MARINA FORTI
COBAS Confederazione dei Comitati di Base
sede: Via Prenestina, 163 - 00176 Roma
Tel 0627800816 - fax 0627800817
http:\\www.cobas.it e-mail: cobas@cobas.it
Roma, 15 Marzo 2001
Spett. "IL MANIFESTO"
Via Tomacelli, 146
00186 - ROMA
all'att.ne: MARINA FORTI
OGGETTO: Vs. Rubrica "TerraTerra": articolo del 15/3/2001 dal titolo
"L'infortunio del glifosato" a cura di Marina Forti.
Innanzitutto, per la chiarezza e la verità delle cose,
occorre
precisare ciò che afferma strumentalmente nell'articolo in oggetto il sig.
Guido Pasi assessore regionale del PRC, in relazione alla "inesatta
informazione" resa dal quotidiano "Il Manifesto" nell'articolo
della sua
collaboratrice domenica scorsa 12/3, il giorno dopo della manifestazione
nazionale di Ravenna contro la Monsanto e l'ICR (Intermedi Chimici Ravenna
S.p.A.), quest'ultima "mallevatrice" della Monsanto attraverso la
Finagro.
Mentre l'assessore in questione parla di
"consiglio regionale" con
l'evidente tentativo politico di "scansare" responsabilità precise
circa la
decisione di autorizzare l'impianto di Ravenna, c'è da dire che è stata la
Giunta Regionale della Regione Emilia-Romagna (di cui il suo partito fa
parte, ci sembra) a voti unanimi e palesi a deliberare - con atto avente
protocollo n. AMB/00/14753 - :
a) "la valutazione di impatto ambientale positiva,........del
"Progetto di
un nuovo impianto per la produzione di un principio attivo per l'agricoltura
denominato Glyphosate....poiché esso è, nel complesso, ambientalmente
compatibile.....";
b) "di autorizzare, quindi, la realizzazione del progetto di impianto di
cui
al punto a) a condizione che siano realizzate le prescrizioni definite nel
Rapporto conclusivo della Conferenza di Servizi..." (conclusasi il 5
Settembre 2000 e composta da: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna,
Comune di Ravenna, ARPA-Sezione provinciale di Ravenna, ndR.).
( N.B.: l'atto, pubblico, è a Vs. disposizione e contiene evidenti
"perle"
che Vi possono essere utili giornalisticamente parlando, e non solo ).
Come è evidente, giocando sulle Vs. inesattezze
giornalistiche (e fra un
po' ne parleremo), l'assessore e quant'altri vogliono "ciurlare nel
manico":
la "desistenza di ieri" e la " non belligeranza di oggi" (e
non solo in
periodi elettorali) evidentemente stanno modificando (o hanno già
modificato) geneticamente qualcuno !
E veniamo alle "sviste" de "Il Manifesto".
Oltre la manchette pubblicata a pagamento prima della
manifestazione di
Ravenna dell'11/3, Vi avevamo fatto avere, a più riprese, altri documenti
che ben illustravano le motivazioni ed il merito della questione
anti-OGM/Glifosato (a proposito, per la Vs. lettrice "purista" Nunzia
Guerra, il glifosato - nome commerciale del prodotto - in realtà si chiama
ed è Fosfonometilglicina ( PMG ), principio attivo di prodotti erbicidi
posti sul mercato sotto diverse denominazioni, ndR.). Ebbene, come in tante
altre occasioni da parecchio tempo a questa parte, le nostre instanze (che,
crediamo "appartengano" a ben oltre i militanti COBAS) non trovano
spazio
sul Vs. quotidiano. Non è certo questa la sede per un sereno confronto su
questo tema, però, in questa occasione ci permettiamo di rilevare che
"l'inciampata giornalistica della collaboratrice" del 12/3 si sarebbe
potuta
evitare, tanto più che non ci sfugge la strumentalità dell'articolo del 15/3
in oggetto che "veicola" posizioni (una su tutte quella
dell'assessore Pasi)
tese a screditare gli organizzatori della riuscitissima manifestazione di
Ravenna, tra i quali insieme al Coordinamento Salvaguardia Biodiversità
pregiamo annoverarci, e soprattutto a predeterminare il tentativo che tale
discredito venga ulteriormente messo in atto nel proseguo di questa
importante battaglia contro l'impianto di Ravenna e/o altrove gli
"avvelenatori" capitalistico-globalizzatori e i loro
"avvelenatori-fiancheggiatori" politici volessero e/o tentassero di
realizzare.
Cordiali saluti
p. la Confederazione COBAS
Edoardo Palombi
Per contatti, oltre quelli in calce:
Edoardo Palombi c/o Enel
Tel. 06/36172876
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