Qualche annotazione sulla
bella giornata
di Ravenna del 10-03-01 contro la Monsanto
La manifestazione di
Ravenna, l'assemblea, il corteo erano tra le scadenze più difficili.
Niente di rituale.
Contro: Un enorme avversario, una grande
corporation di fronte, una multinazionale che ha già corrotto tutto il ceto
politico locale e nazionale.
La Monsanto capofila del fascismo agrario mondiale ed erede locale dell'agraria
emiliano-romagnola e veneta e della chimica nazional fascista( che adesso
diventa chimica mondial fascista) ha deciso che questo impianto strategico sul
corridoio di penetrazione a oriente si deve fare (SI DEVE FARE) e tutte le
forze di destra e miglioriste, alternative, compatibiliste annuiscono,
assentono approvano danno il VIA, manco a dirlo.
Il ceto politico riunito ha quindi fatto una campagna denigratoria e
disinformatrice contro di noi, una senza risparmio di mezzi cercando la
battaglia politica e la criminalizzazione.
Ha adoperato più livelli: la stampa e i partiti locali, ma anche e soprattutto
le associazioni di massa 'amiche' come la Lega Ambiente.
Ha adoperato la provocazione. Intanto un'ostentazione di forza e di polizia
continua:
Centinaia di pretoriani con scudi, elmi e lunghi bastoni davanti alle mure e
alle porte della città. Se non fosse stato per l'elicottero pareva di essere in
un kolossal storico ambientato ai tempi dei Romani o per
meglio dei dei Bizantini.
Davanti alla sede di An non c'era opportunamente nessuno, tranne una telecamera
della Rai (che furbata!)
Poco più avanti un drappello di Forza "Nuova" (ehia ehia allalà!)
dietro ad abbondanti forze di polizia (altra furbata).
La città completamente interdetta per impedire il contagio.
Le forze dell'ordine in versioine rinnovata. Dobbiamo veramente ammettere un
ammodernamento e una preparazione tattica rinnovata. Anche il comportamento si
è rinnovato. Adeso siamo entrati nell'epoca delle guerre e del mantinemento
dell'ordine "umanitari". Chissà quanti dei giovani commissari hanno
frequentato i corsi delle varie università per la pace. Vedremo comunque
meglio tra pochi giorni a Napoli.
Risultati:
Non siamo
caduti nelle provocazioni, siamo passati, abbiamo fatto un'ottima assemblea con
importanti passi in avanti di analisi e soprattutto di programma concreto. A
questa assemblea hanno partecipato diversi cittadini di Ravenna, anche con
esperienza politica come quell'ex consigliere comunale che ci ha raccontato i
retroscena politici locali dell'approvazione da parte delle forze politiche
locali della fabbrica. Abbiamo centrato il discorso politico esemplare della
lotta Monsanto , gli obiettivi della lotta, la dimensione nazionale e
internazionale della lotta. Abbiamo deciso unitariamente le ulteriori scadenze.
L'assemblea ci è servita per scambiarci esperienze, per connettere collettivi e
gruppi, per tessere legami nei territori e coi territori contigui.
La
manifestazione ha avuto un ottimo svolgimento. Molti ravennati, soprattutto
giovani, si sono aggiunti; la popolazione ci guardava senza astio, con
curiosità e anche con qualche approvazione. Abbiamo respinto tutte le
provocazioni. Non c'è stata una sbavatura. Hanno dovuto imbastire i loro miseri
articoli e servizi basandosi sulla distruzione di un manifesto da parte di un
punk e sull'incrinatura di una vetro della sede di An. Miserie ridicole!
Non ci stupisce Telegiornale Monsanto.Dispiace il trafiletto indecoroso di Liberazione.
Dobbiamo riconoscere l'equilibrio de Il Manifesto.
Prospettive. Intanto è
importante che abbiamo fissato l'obiettivo: questo stabilimento Monsanto non si
farà. Stavolta non piangeremo i morti dopo, come per il Vajont, o l'amianto o
per il cvl al petrolchimico di marghera, ma cercheremo di bloccare la
catastrofe prima che avvenga.
In
secondo luogo è importante aver fissato la modalità di allargamento della
nostra base. Una generale campagna a Ravenna e in tutti i territori sulla
salute, sul mangiare, con tutti, coi lavoratori, con i contadini, coi
consumatori, dentro alle mense delle scuole, delle università degli
ospedali.(ma anche quelle delle caseme e delle prigioni etc..).
Saremo
a Ravenna alla riunione dell'8 aprile prossimo.
In terzo
luogo è importante aver fissato la dimensione globale del nostro agire, la
richiesta di solidarietà ai compagni indiani, americani, francesi etc.
L'idea del Convegno internazionale ci trova pienamente consenzienti.
Inoltre è
importante avere legato l'obiettivo di Ravenna alla lotta in generale
contro le produzioni di morte e di guerra. L'adesione dei Cobas e di molti
altri collettivi presenti a Ravenna alla scadenza di Cesena del 24 marzo contro
la base atomica Nato è indicativa di una composizione importante del
movimento.
Infine anche
noi aderiamo alla mobilitazione contro il global forum di Napoli dove si
recheranno numerosi compagni, soprattutto giovani di diversi collettivi e
gruppi del Veneto.
Buon
lavoro a tutti e a presto risentirci e rivederci
p.
soccorsopopolare
f.