KONTROVERSO DI BOLOGNA SULLA GIORNATA DEL 10-3 CONTRO MONSANTO

 

Comunicato 12-3- 2001
La battaglia è appena cominciata

La battaglia per impedire l'insediamento a Ravenna della fabbrica diserbante glifosato (commercialmente conosciuto come Round Up) è appena iniziata.
La manifestazione del 10 di marzo, partecipata oltre ogni previsione (più di un migliaio in tutto, numerosissima la presenza di cittadini ravennati), è stata e rimane per noi un punto di partenza: c'è ancora tanto da capire, da discutere, da diffondere e socializzare.
In primo luogo con chi ha convissuto per decenni con la chimica di Stato, ricavandone malattia e morte impareggiabili con qualsiasi indice produttivo od occupazionale, e ora si trova al prospetto degli effetti devastanti che la globalizzazione economica (sottoforma della multinazionale Monsanto) vuole infliggere alla propria città, al proprio territorio.
Il coinvolgimento degli abitanti di Ravenna in questa battaglia deve essere una priorità, che non può certo prescindere dalla costruzione sul territorio regionale, nazionale, europeo di momenti di coordinamento con tutti coloro che cercano di contrastare le produzioni di morte che il capitalismo ha generato e continua a generare oltre ogni più mostruosa previsione.
Anche sotto questo punto di vista la manifestazione, e ancor di più l'assemblea della mattina in un palazzetto assurdamente blindato, sono stati un primo momento di fecondo confronto e straordinaria partecipazione, per ora ad ampiezza nazionale.
La ghettizzazione e l'isolamento che i difensori dell'ordine pubblico della città romagnola hanno cercato di imporci non ha turbato la discussione; e nemmeno l'evidente "trappola" della sede di An incustodita al passaggio del corteo e presidiata poco più avanti da un manipolo di imbecilli con la testa rasata, protetti simpaticamente dalla polizia di Stato, è riuscita a travisare il carattere di comunicazione, di massa e creativa ma anche determinata, con la città che abbiamo voluto dare a questa manifestazione.
Nemmeno il maltempo è riuscito a impedire la comunicazione con i numerosi cittadini che, incuriositi più che spaventati dai proclami di questori prefetti e bottegai vari, hanno assistito al passaggio del corteo.
Siamo soddisfatti ma c'è tanto lavoro da fare; ci sono tante forme e strumenti di sensibilizzazione e di lotta da sperimentare: la battaglia è appena cominciata.
Una battaglia che secondo noi può provare a portare su un territorio specifico, provinciale ma non per questo periferico dal punto di vista del profitto globalizzato, quelli che sono il metodo e l'entusiastica fiducia che negli ultimi tempi hanno animato i controvertici internazionali (da Seattle a Praga, da Nizza a Davos).
Un metodo che riesca a comprendere le differenze da cui inevitabilmente partiamo nella pratica di un obiettivo preciso e unitario attraverso l'azione diretta e non simulata.
Un' entusiastica fiducia nella possibilità di cambiare qualcosa di cui oggi c'è bisogno come il pane per costruire, allargare e far circolare le piccole lotte sui nostri territori.
Ci sembrano questi degli ingredienti fondamentali per far lievitare questo percorso appena iniziato, per fermare un'apparentemente astratta globalizzazione nei suoi effetti concreti, per impedire con determinazione l'insediamento della fabbrica della Monsanto, non solo a Ravenna ma da nessun'altra parte!

Kontroverso - Bologna