Cordiali saluti
Cardazzo Renato
per il gruppo regionale del PRC
Nella lista Bolivariana per la nuova Colombia l'avvocato Vainer Burani di Reggio Emilia, del Circolo Majakovsky e del PRC ha espresso solidarietà e invitato i compagni e le organizzazioni ad attivarsi ore 13,51
Aderisco all'appello e mi faro' promotore affinche' all'appello aderiscano
le RSU del Politecnico di Torino.
Rino Lamonaca
Delegato RSU Politecnico di Torino 29-05-15,20

Da Vicenza e Schio, l'Associazione Primo maggio: 29-05-01 0re 23,01
Ancora una volta l'arroganza del padrone, che considera tutto a suo uso e
consumo, compresa la nostra forza lavoro,per soddisfare le sue esigenze di
produzione,decide di sconvolgere la vita all'operaio Carlo Basso e alla sua
famiglia licenziandolo.Al padrone non interessa lo stato di salute del
lavoratore (non a caso ci sono oltre un milione di infortuni e più di mille
morti sul lavoro all'anno in Italia), ma interessa solamente la continua
ricerca di profitto attraverso l'estensione dello sfruttamento dei
macchinari e della forza lavoro.Con il pretesto dell'"assenteismo"
viene
cacciato dalla fabbrica l'operaio Carlo Basso, ma la verità è che l'azienda
lo considera poco produttivo a causa della sua invalidità, che gli impedisce
di sostenere turni massacranti e ritmi elevatissimi imposti dal padrone per
l'aumento della produttività e quindi del capitale.
La legge del profitto non ammette ostacoli.
Dobbiamo dire basta all'arroganza del padrone,quello che succede alla ARNEG
non è diverso da ciò che succede nel resto del paese.
Dobbiamo iniziare ad opporsi a chi vuole trasformarci in animali da soma.
Le tendenze di questa nuova fase sono state quelle di liberare i singoli
padroni, nel rapporto con i lavoratori, dai vincoli imposti dalle lotte
degli operai nella fase di sviluppo dell'economia capitalista e quella di
ridurre il salario.Gli accordi e le leggi degli anni 1993(inizio della
politica concertativa tra le parti sociali)e successivi hanno sancito
un'accelerazione nell'eliminazione delle conquiste strappate dai lavoratori
nel dopo guerra( anni sessanta e settanta).L'organizzazione del lavoro si
sta sempre più orientando verso il precariato, lavoro a termine, caporalato
legalizzato(agenzie interinali), uso sempre più diffuso delle cooperative e
ditte appaltatrici per la gestione d'interi comparti produttivi e per la
gran maggioranza dei servizi privatizzati dagli enti pubblici.Il risultato
di questa politica economica è:MASSIMA FLESSIBILITà E SFRUTTAMENTO.
L'Associazione 1°Maggio di Vicenza esprime la piena e incondizionata
solidarietà all'operaio Carlo Basso licenziato ingiustamente e sostiene la
lotta dei lavoratori della ARNEG per il reintegro del collega.
Dalla Confederazione dei Cobas ( tramite miliucci.vincenzo@enel.it e cetrusco)
L’Arneg
deve riassumere Carlo Basso!
La confederazione Cobas esprime tutto l’affetto al
lavoratore Carlo Basso licenziato dalla Arneg, e in pieno sostegno ai suoi
compagni di lavoro che sono al 10° giorno di sciopero ad oltranza per
riportare Carlo Basso in fabbrica.
Carlo Basso, invalido di 51 anni, da 20 anni lavora
all’Arneg di Marsago (Pd) – fabbrica di bancofrigoriferi (fatturato
1600mld) che occupa 485 lavoratori – è stato vigliaccamente licenziato con
la motivazione di aver ”superato il periodo di comporto-malattia”.
Carlo Basso nonostante l’invalidità, i ritmi e il
clima pesante, ha mantenuto un corretto rapporto di lavoro, non così i
proprietari dell’Arneg che si sono arricchiti e ingrossati sulle spalle e i
sacrifici dei lavoratori.
Che la misura sia colma all’Arneg lo dimostra la
determinazione con la quale i lavoratori sono scesi subito in sciopero ad
oltranza in difesa di Carlo Basso contro i licenziamenti e i soprusi dei
padroni.
Del resto non sfugge a questi lavoratori la
situazione generale dominata dalle scelte della Confindustria e improntate dal
FarWest imprenditoriale, che vuole la forza lavoro a totale sua mercede, con
contratti i più atipici e a 4
soldi, i licenziamenti facili, le spese previdenziali e di malattia accollate
alla fiscalità generale.
Lo sciopero dei lavoratori Armeg è un bel segnale
per tutti i lavoratori, nel momento in cui ad un centrosinistra che ha
governato con scelte di destra soprattutto ai danni dei lavoratori (attacco a
salario e pensioni, precarietà, privatizzazioni, Europa di
Maasricth) subentra un centrodestra che annuncia misure antipopolari.
Abbiamo già dato indicazioni alle Federazioni di
categoria e alle sedi territoriali di sostenere questa importante battaglia.
Nonostante il duro attacco alla libertà ed agibilità sindacale, nelle
bacheche aziendali sono affissi i vostri comunicati e il vostro sostegno. In
particolare il Cobas Energia conosce bene la “materia” in quanto all’Enel
di Roma sta rintuzzando un caso analogo a quello di Carlo Basso, pur in
tutt’altro scenario di mobilitazione.
La salute e il lavoro non si toccano, sono diritti
universali!
Carlo Basso dev’essere riassunto subito.
Roma,30/5/2001 Confederazione Cobas
dal CSOA Askatasuna a Torino:
Solidarietà a tutti!
centro sociale Askatasuna
c.so Regina Margherita 47
10124 Torino Italy
www.ecn.org/askatasuna
Dal compagno CAMILOMARC 5 giugno del 2001
Cari compagni, cari lavoratori
della ARNEG:
non solo il capitalismo negli ultimi anni ha distrutto lo stato sociale
e
le conquiste della classe operaia avvenuta negli anni 70, ora attacca
direttamente l'essere umano, nega a quest'ultimo anche la disgrazia di
ammalarsi o la possibilità di curarsi. Ha mostrato il suo vero volto, un
mostro che considera il lavoratore (il vero produttore di ricchezza) come
una macchina che quando si rompe va cambiata, demolita, distrutta. Cari
compagni con queste poche righe vorrei dimostrarvi la mia solidarietà alla
vostra lotta e per una soluzione positiva del vostro contratto di lavoro e
per Carlo Basso che possa riprendere il proprio posto di lavoro.
Hasta siempre camilomarc!!
Vi prego di mantenermi informato.
Compagni,
No alla repressione No alla repressione No alla repressione No a
nei luoghi di lavoro! nei luoghi di lavoro! nei luoghi di lavoro!
Sviluppiamo la solidarietà operaia e di classe!!
VENERDI 15 GIUGNO
Sempre più spesso i lavoratori che, nel proprio posto di lavoro, lottano per
opporsi all’incondizionato sfruttamento padronale vengono fatti oggetto di
provvedimenti disciplinari e minacce di licenziamento.
I padroni hanno chi li tutela: lo Stato, la polizia, la "legge" , e spesso i burocrati
sindacali.
Noi lavoratori invece abbiamo , come armi a nostra disposizione, quelle della
lotta, dell’unità di classe e della solidarietà a chiunque di noi venga colpito
perchè si batte contro l’arroganza padronale.
ore 19
assemblea pubblica per denunciare e
discutere la condizione di
supersfruttamento che i lavoratori
vivono nelle fabbriche e negli altri
centri lavorativi
ore 22.30
concerto di musica popolare e tradizio-
nale del sud pizziche, tammorriate,
tarantelle, canti di lotta con
Le sottoscrizioni pagheranno le spese processuali di una causa di lavoro di un operaio punito con la
minaccia di licenziamento per la sua attività politico-sindacale
Promuovono:
Associazione popolare la Fucina, Collettivo LavoratoriAnticapitalista, Operai e delegati Brollo-Marcegaglia