Da Il Mattino di Padova, sabato 26 maggio 2001

La lotta più dura degli ultimi 10 anni è determinata dall'allontanamento di un operaio invalido al 60 per cento
Sciopero a oltranza alla Arneg
Una settimana di blocco: «Devono ritirare il licenziamento»



di Felice Paduano


CAMPO SAN MARTINO. E' lo sciopero più duro effettuato in provincia di Padova da 10 anni. Le 485 tute blu dell'Arneg di Marsango hanno scioperato per tutta la settimana. I lavoratori, tutti gli operai meno gli impiegati, chiedono il ritiro del licenziamento del collega Carlo Basso, 51 anni, di Arsego, da 20 anni dipendente dell'Arneg ed invalido al 60%. Basso, secondo l'azienda di proprietà delle famiglie Finco, Facco e Marzaro, avrebbe superato il tetto massimo di giorni di malattia stabilito dal contratto nazionale di categoria.
«Ma quale superamento del tetto massimo - dice Roberto Zantommasi -. I padroni hanno buttato fuori dalla fabbrica il nostro collega spesso ammalato perché lo considerano poco produttivo. Sanno benissimo che Basso deve restare spesso a casa per curare le sue gravi ernie al disco e gli altri problemi alla colonna vertebrale. Lo hanno licenziato con l'inganno. Solo poco tempo prima il direttore del personale Marco Bertuani gli aveva detto che non c'erano problemi nella contabilità dei giorni di malattia rispetto alle normative in vigore. Noi non torneremo a lavorare finchè al collega di Arsego non sarà ritirato il licenziamento. Pretendiamo che ci siano pagate anche tutte queste ore di sciopero, perché le responsabilità di tale mobilitazione sono tutte della proprietà. Proprio l'altro ieri il Presidente della Confindustria, D'Amato, ha chiesto al futuro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la libertà di licenziare. Pare che il Cavaliere lo accontenterà. Quindi noi scioperiamo non solo per tutelare i diritti di Carlo Basso ma anche per far capire ai padroni che il licenziamento per essere valido deve avere una giusta causa».