Bollettino straordinario del 31 maggio 2001
SOCCORSOPOPOLARE
ARNEG
DOPO L'ACCORDO DEL 30-5 LA MOBILITAZIONE CONTINUA
FINO AL RIENTRO EFFETTIVO DI CARLO BASSO IN FABBRICA
Documenti, rassegna stampa e note

Cari compagni che ci avete seguiti in questi giorni e che avete espresso la vostra solidarietà alla lotta Arneg riteniamo sia giusto darvi conto di alcuni documenti e commenti e di una piccola valutazione nostra. Prendetela col peso che ha, come di chi è accorso in aiuto a dei compagni, dei lavoratori fratelli in una situazione difficile.
Noi abbiamo saputo della lotta Arneg solo perché la lotta ha travalicato gli schemi usuali, è sfuggita di mano agli addetti ai lavori. Gli operai della Arneg infatti, essi e non altri hanno imposto in assemblea, contro il parere moderato dei tecnici sindacali, la lotta ad oltranza, sono venuti in Prato della Valle e hanno diffuso 2000 volantini. Avevano capito che si trattava non di graduare e restare negli schemi usuali, ma di rompere l'isolamento e picchiare duro. Chi non crede più alle possibilità di cambiamento reale, di rovesciamento di questo sistemo di sfruttamento, ha ritenuto il loro passo avventuroso e pronosticava una sconfitta rovinosa e certa. Personalmente possiamo testimoniare che quando siamo arrivati lunedì scorso, (per la burocrazia sindacale sesto giorno di lotta, ma nella realtà frontale, globale, totale dello scontro i giorni di lotta, come ben sanno i compagni sono tutti, questo spiega la differenza di conteggi) erano in difficoltà con ipotesi sindacali di chiusura al ribasso, ma con una decisione specie nei più giovani di andare avanti, con proposte di andare a gesti clamorosi, proteste più radicali che portassero a far conoscere la loro lotta. Per questo ci hanno accolto con grande entusiasmo e hanno riprodotto loro a centinaia i nostri comunicati. Quando poi ci siamo messi al lavoro subito e da tutta Italia sono cominciate a giungere le solidarietà di compagni e realtà le più varie la situazione è cambiata. Sì sono arrivati i carabinieri, ma l'isolamento era rotto. Altri lavoratori delle fabbriche e aziende padovane si sono espressi. la mobilitazione di zona le due ore del contratto si era data appuntamento davanti alla Arneg, si cercavano contatti con la lotta Zanussi. A quel punto il padrone ha ceduto. Resta però la mobilitazione specifica per il rientro in fabbrica reale di Carlo Basso. La questione da quel che si è detto in assemblea, da quel che hanno detto i due coordinatori di zona è solo formale. Essendo in piedi un ricorso deve giuridicamente espletato. I sindacati dicono lo sarà in tempi brevissimi e si dicono sicurissimi dell'esito. Noi seguiremo con estrema attenzione la vicenda. In tutta Italia i compagni si sono espressi a favore del rientro di Carlo Basso. Gli operai della Arneg per primi hanno deciso di mantenere alta la guardia su questo punto ed hanno in cantiere delle iniziative specifiche.
Ringraziamo tutti quelli che si sono espressi specie dai posti di lavoro e promettiamo che li terremo al corrente.
La valutazione finale dunque per noi è che si è trattato di una mobilitazione esemplare reale, di uno scatto ricompositivo giusto in mezzo e contro la mefitica palude concertativa.
E' un esempio chiarissimo che mostra che lottare si può e vincere si può ed è un esempio chiarissimo della forza della solidarietà di classe, valore antico ma espresso anche coi mezzi nuovi che abbiamo usato, comprese le e-mail da inviare nei siti dell'azienda verso e contro i crumiri. La decisione compatta di un gruppo operaio e la solidarietà ampia che ha rotto la cortina dell'isolamento per una volta hanno vinto. Restiamo vigili però fino alla fine. Sia ben chiaro non molleremo la guardia finché Carlo Basso non torni in fabbrica e non gli siano pagati tutti gli arretrati che gli sono dovuti.
Messaggi di solidarietà
A tutti gli operai
A tutti i lavoratori
che hanno deciso di non abbassare la testa
Per
l’unità degli operai!
Contro
lo sfruttamento!
Per la manifestazione dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto avevamo lanciato un appello a tutti per fare in modo che si andasse in piazza con gli stessi obiettivi.
Qui a
Milano con i lavoratori della Omnitel siamo riusciti a dare visibilità ai nostri contenuti su giornali e
telegiornali. Ma non è questo che ci interessa.
La
manifestazione del 18 maggio ci ha dimostrato che se ci unissimo potremmo fare
grandi cose nell’interesse della nostra classe!
È
necessario ricostruire quei legami, quell’unità di intenti, la
socializzazione delle esperienze fra lavoratori! Bisogna ricreare quel vento,
che è il movimento operaio, che deve emanciparci dallo sfruttamento
dell’uomo sull’uomo!
Noi
vogliamo invitare tutti gli operai, i lavoratori, che lottano ogni giorno nel
proprio posto di lavoro contro l’immiserimento delle proprie condizioni di
vita a creare momenti di mobilitazione comune in maniera tale da ricostruire
quell’unità che gli operai da tanti anni è smarrita.
Il
sindacato sono i lavoratori e le scelte fatte da chi pretende di essere i
nostri rappresentanti proprio non ci piacciono (funzionari e burocrati vari),
perché secondo noi il problema non è legato al salario, ma è nella
precarietà, nella flessibilità, nei ritmi e nei turni di lavoro sempre più
massacranti, nel vertiginoso aumento del costo della vita che mai sarà
coperto dalla proposta contrattuale!
Ci
chiediamo: serve ancora stare alla stregua di questi dirigenti sindacali che
ormai troppo spesso sono anche dirigenti di grosse aziende?
A
luglio si incontreranno a Genova i padroni della terra (G8), e guarda caso il
tema principale delle loro discussioni sarà la politica dei redditi a livello
globale. Li decideranno che per aumentare i profitti bisognerà, ormai si sa,
tagliare ancora sul costo del lavoro, spremere ancora di più gli operai che
dovranno essere ancora disposti a fare altri sacrifici per (come ormai hanno
un po’ tutti imparato a dire) stare meglio un non precisato domani!
Più precarietà, più flessibilità, salari più bassi,
ecco cosa decreteranno questo pugno di parassiti!
La FIOM ha gia detto che parteciperà alle manifestazioni
contro il G8 ma il suo appare più un tentativo di strumentalizzazione in
chiave antiberlusconiana che una proposta di rilancio della lotta operaia!
Compagni
non facciamoci usare da quella sinistra che ci ha dato più bastonate che
altro! (pacchetto Treu, pensioni, finanziamenti alle imprese con le tasse agli
operai, ecc.)
Quale
occasione migliore quella della manifestazione del 21 luglio a Genova per
andare a sbattere in faccia ai nostri sfruttatori che noi non ci stiamo, che
non staremo a guardare mentre ci tolgono anche le ultime briciole che ci sono
rimaste!
Che se questa società produce miseria e sfruttamento
allora non ci piace!
Invitiamo tutti i
delegati combattivi, gli operai e i lavoratori attivi nella lotta quotidiana
contro il padrone a fare una riunione a Milano
per discutere dei contenuti di questo appello e di valutare la possibilità di
organizzare una grossa mobilitazione in occasione del G8 a Genova.
Indicativamente la data potrebbe essere sabato 9 giugno di pomeriggio (15.30?)
Presso la sede del nostro comitato di fabbrica a Sesto San Giovanni,
in via Falck 44
Alcuni Delegati e Operai Brollo – Marcegaglia Sesto san
Giovanni
E.Mail: op.in.lotta@libero.it
L’Arneg
deve riassumere Carlo Basso!
La confederazione Cobas esprime tutto l’affetto al
lavoratore Carlo Basso licenziato dalla Arneg, e in pieno sostegno ai suoi
compagni di lavoro che sono al 10° giorno di sciopero ad oltranza per riportare
Carlo Basso in fabbrica.
Carlo Basso, invalido di 51 anni, da 20 anni lavora
all’Arneg di Marsago (Pd) – fabbrica di bancofrigoriferi (fatturato 1600mld)
che occupa 485 lavoratori – è stato vigliaccamente licenziato con la
motivazione di aver ”superato il periodo di comporto-malattia”.
Carlo Basso nonostante l’invalidità, i ritmi e il
clima pesante, ha mantenuto un corretto rapporto di lavoro, non così i
proprietari dell’Arneg che si sono arricchiti e ingrossati sulle spalle e i
sacrifici dei lavoratori.
Che la misura sia colma all’Arneg lo dimostra la
determinazione con la quale i lavoratori sono scesi subito in sciopero ad
oltranza in difesa di Carlo Basso contro i licenziamenti e i soprusi dei
padroni.
Del resto non sfugge a questi lavoratori la
situazione generale dominata dalle scelte della Confindustria e improntate dal
FarWest imprenditoriale, che vuole la forza lavoro a totale sua mercede, con
contratti i più atipici e a 4
soldi, i licenziamenti facili, le spese previdenziali e di malattia accollate
alla fiscalità generale.
Lo sciopero dei lavoratori Armeg è un bel segnale
per tutti i lavoratori, nel momento in cui ad un centrosinistra che ha governato
con scelte di destra soprattutto ai danni dei lavoratori (attacco a salario e
pensioni, precarietà, privatizzazioni, Europa di
Maasricth) subentra un centrodestra che annuncia misure antipopolari.
Abbiamo già dato indicazioni alle Federazioni di
categoria e alle sedi territoriali di sostenere questa importante battaglia.
Nonostante il duro attacco alla libertà ed agibilità sindacale, nelle bacheche
aziendali sono affissi i vostri comunicati e il vostro sostegno. In particolare
il Cobas Energia conosce bene la “materia” in quanto all’Enel di Roma sta
rintuzzando un caso analogo a quello di Carlo Basso, pur in tutt’altro
scenario di mobilitazione.
La salute e il lavoro non si toccano, sono diritti
universali!
Carlo Basso dev’essere riassunto subito.
Roma,30/5/2001
Confederazione Cobas