Michel Collon
Dopo il Kosovo, la Macedonia
(traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare)
Questo
è un articolo particolarmente strutturato intorno alla Macedonia, al Kosovo, al
loro futuro e alla Nato.
1. La Macedonia è un’area
strategica? 2. L’UCK attacca: è una sorpresa? 3. Qual è la versione
ufficiale Nato che sta passando? 4. Washington sta conducendo un doppio gioco?
5. L’UCK vuole provocare una nuova guerra? 6. Cosa mirano a raggiungere
realmente gli USA? 7. Sarà possibile per Washington condurre il gioco con tutte
le parti? 8. Hanno già «fabbricato un mostro»? 9. Quale sarà il ruolo della
rivalità tra USA e Unione Europea? 10. Kostunica è stato preso in trappola?
11. Quali sono le prospettive di pace?.
Dopo il Kosovo, la Macedonia.
Una sinistra ripetizione? Dopo che i
separatisti Albanesi dell’UCK hanno attaccato i villaggi della valle del
Presevo in Serbia, dopo che questi hanno ammazzato 11cittadini Serbi del Kosovo
lanciando una bomba in un bus, quelli ora stanno scatenando una guerra nella
vicina Macedonia. E ancora una volta ci sono rifugiati sulle strade. Vi è una
nuova escalation nei Balcani?
Nei fatti, questi eventi lasciano capire al
meglio quello che è successo nel 1999.
In questa complessa situazione (poiché ogni
cosa è data per disorientare la pubblica opinione), cercheremo di dare
chiaramente delle risposte alle principali domande.
1. La Macedonia è una regione strategica?
Si, come noi abbiamo spiegato nel nostro
libro Monopoly citando il generale
Jackson,
Comandante delle truppe NATO:
"Noi vogliamo con certezza stabilirci qui per molto tempo in ordine
da garantire la sicurezza dei corridoi dell’energia che attraversano la
Macedonia". (1) 'Corridoi dell’energia'?
Noi abbiamo presentato le mappe che mostrano
i progetti dell’Europa (un’intera rete di oleodotti e di gasdotti che
connette l’Europa via Balcani alle immense risorse di petrolio e di gas
naturale del Caucaso ex sovietico) e quelli degli USA (un oleodotto
Bulgaria-Macedonia-Albania-Adriatico che deve dare alle multinazionali USA del
petrolio il controllo di questa via del petrolio e del gas).
In realtà questi progetti sono assolutamente
contrastanti.
Questo è la causa per la quale tutti i
Grandi Poteri tendono da dieci anni al controllo della Yugoslavia: la strada del
petrolio e del gas naturale passa per la Yugoslavia.
Noi abbiamo anche rimarcato che già dal1992
è in Macedonia, che sicuramente era molto lontana dalle zone dei conflitti, e
non in altre parti, che Washington ha deciso di inviarvi una divisione.
Dobbiamo essere franchi: anche nei circoli di
sinistra qualcuno trovava esagerato sospettare che Washington avesse così
tenebrosi progetti.
Finalmente, molto di recente, il rispettabile
giornale Inglese Guardian ha
confermato: "Il progetto chiamato
oleodotto Trans-Balcanico è stato scarsamente evidenziato nei giornali Inglesi,
Europei o Americani. L’oleodotto correrà dal porto del Mar Nero di Burgas
all’Adriatico a Vlore, passando attraverso la Bulgaria, la Macedonia e
l’Albania. Si tratta probabilmente della principale strada verso l’Occidente
per il petrolio e il gas estratti ora nell’Asia centrale.L’oleodotto
trasporterà 750.000 barili ogni giorno. Il progetto è indispensabile, come è
riportato nella relazione pubblicata dall’Agenzia USA del Commercio,
dell’Industria e dello Sviluppo, in quanto "provvederà una consistente
fonte di petrolio alle raffinerie degli USA ", "fornirà alle
compagnie Americane, che ricoprono un ruolo chiave nello sviluppo, il corridoio
vitale da Oriente a Occidente ".(2)
E’ tutto chiaro, o no? In più, Bill
Richardson, il precedente ministro degli USA per l’energia, dichiarava nel
1988, ben prima della guerra: "Questa
è la sicurezza per l’energia dell’America ". Quando gli USA parlano sulla 'sicurezza di energia', bisogna sapere che questo significa: garantire
la dominazione del mondo e i profitti delle loro
multinazionali del petrolio. E Richardson continua:
"Noi desideriamo che queste regioni nuovamente indipendenti siano
fiduciose degli interessi politici e commerciali dell’Occidente piuttosto di
dirigersi ad altre direzioni. Noi abbiamo fatto un sostanziale investimento
politico nel Caspio, ed è veramente importante per noi che il piano
dell’oleodotto e le politiche marcino del tutto direttamente." (3)
E The
Guardian aggiunge questo essenziale commento: "Il 9 dicembre 1998 (prima della guerra), il Presidente dell’Albania era presente ad una riunione su questo
tema a Sofia: "Secondo la mia personale opinione, nessuna soluzione che
voglia fermarsi ai confini della Serbia porterà una pace sostenibile." Il
messaggio non può essere più chiaro: se voi desiderate un accordo con gli
Albanesi per l’oleodotto Trans-Balcanico, allora dovete portare il Kosovo
lontano dai Serbi". (4)
2 . L’offensiva dell’UCK è una sorpresa?
Gli USA hanno fatto un patto con il diavolo.
Testimoniano ciò anche molti rapporti diplomatici Americani: i separatisti
dell’UCK hanno ammazzato non solo poliziotti Serbi o civili, ma anche Albanesi
sposati con Serbi o semplicemente accolti a vivere nello stato Yugoslavo.
L’inviato speciale di Washington nei
Balcani, Robert Gelbard, ha egli stesso sostenuto questo per tre volte di fronte
alla stampa internazionale, all’inizio del 1998:
"Io dichiaro che questa gente dell’UCK sono dei terroristi ". Ma tre mesi più tardi questi terroristi sono diventati, per
miracolo,'combattenti per la libertà' e la NATO dopo poco avrebbe messo a loro
disposizione la Forza Aerea.
Oggi gli USA simulano sorpresa di fronte alla
"violenza estremista " (5)
che attacca la Macedonia. Questa è solo ipocrisia! Già dal giugno 1998 l’UCK
ha divulgato per mezzo dei suoi simpatizzanti Europei la mappa della 'Grande
Albania'.
Nel nostro libro Monopoly (p.69), noi abbiamo riprodotto questa mappa e fatto il
seguente commento: "In aggiunta al
Kosovo, che è parte della Serbia, la Grande Albania deve togliere e conglobare
territori in Macedonia, Montenegro e Grecia. Le guerre sono inevitabili se
all’UCK verrà concesso di realizzare i propri piani.".
Questa Grande Albania implica non solo
espansionismo ma anche pulizia etnica.
Oggi, sotto gli occhi e con il tacito assenso
della NATO, 350.000 non Albanesi sono realmente stati espulsi dal Kosovo: Serbi,
ma anche Zingari, Gorani, Turchi ecc..Il Kosovo è quindi 'pulito'.
Una sorpresa? In realtà proprio no, in
quanto il 12 luglio 1982 il New York Times
intervistava un ufficiale Yugoslavo in Kosovo, un uomo di antica etnia Albanese,
che dichiarava:
"I nazionalisti Albanesi hanno una piattaforma che considera due
obiettivi…il primo consiste nella costituzione di quella che loro chiamano una
repubblica Albanese etnicamente pura, e il secondo di inglobare tutto a formare
la GrandeAlbania."
Per di più, durante la rivolta
anti-Yugoslava del 1981, i nazionalisti Albanesi hanno realmente stabilito una
stretta collaborazione tra le loro unità in Macedonia, Serbia e Montenegro.
Tutto questo non ha impedito all’influente
Senatore degli USA Joseph Lieberman di dichiarare nell’aprile 1999:
"Gli Stati Uniti d’America e l’Esercito di Liberazione del Kosovo
danno importanza agli stessi valori umani e agli stessi principi…La lotta
dell’UCK è la lotta per i diritti umani e i valori Americani." (6).
In altre parole, gli USA e l’UCK conducono
la stessa lotta.
D’altro canto, chiunque viaggi attraverso
il Kosovo può vedere dappertutto, per esempio nelle stazioni di servizio di
carburanti, le bandiere di Albania e degli Usa strettamente associate.
3. Deve essere accettata
tranquillamente la versione della NATO?
Che
cosa ci dichiara la NATO per giustificare i suoi bombardamenti assassini?
1.
Che si trattava di una guerra umanitaria.
Falso: era per il petrolio e per spezzare
un’economia che resisteva alle multinazionali Occidentali e al Fondo Monetario
Internazionale.
2.
Che si era trattato in tutte le maniere, per trovare una soluzione
negoziata.
Anche falso: noi ora sappiamo che non è
avvenuto mai alcun negoziato; Rambouillet è stata solo una commedia per
giustificare una guerra che era comunque stata già decisa.
3.
Che si è trattato di una guerra pulita.
Ancora falso: 2.000 civili Yugoslavi
ammazzati, un numero impressionante di industrie e infrastrutture distrutto,
l’uso di armi proibite e criminali, come le bombe a grappolo e all’uranio
impoverito.
Il Generale Mangum a proposito ha dichiarato
nel giornale ufficiale della Scuola di Guerra dell’Esercito: "
I bombardamenti da grande altitudine hanno causato danni veramente trascurabili
all’Esercito Serbo. Solo dopo che la NATO ha cominciato ad attaccare
deliberatamente obiettivi civili, allora i Serbi hanno chiesto la pace."
(7)
Ora quello che era poco sicuro della versione
ufficiale è definitivamente crollato. Ci avevano informato di questo: `I
problemi del Kosovo sono causati da Milosevic'. La situazione non è migliorata
con Kostunica e con un Governo che è soggetto all’Occidente! A proposito di
questo, il Time confessa: "Ci
ricordiamo del Kosovo? In accordo con la passata amministrazione Clinton, nel
corso della campagna di bombardamenti del 1999, la NATO era corsa in difesa
dell’etnia Albanese disarmata e dei suoi bravi campioni dell’Esercito di
Liberazione nel Kosovo, dove era in corso una lotta, Davide contro Golia, contro
l’esercito genocida di Belgrado.
Bene, cosa supponete ora? Non solo la NATO ha dichiarato che i
nazionalisti armati Albanesi della fazione dell’UCK sono il problema
principale della sicurezza nella regione, ma la stessa Alleanza Occidentale ha
preso in considerazione di sollecitare l’intervento dello stesso esercito
Yugoslavo, per aiutare le truppe Nato al controllo del confine tra il Kosovo e
la vicina repubblica di Macedonia, in passato Yugoslava.
Una volta che in Yugoslavia è stato eletto un presidente con il quale
l’Occidente ha la possibilità di fare affari, le prospettive di una NATO, che
ha vinto, di diventare supporto di una formale indipendenza del Kosovo diventano
sempre più evanescenti." (8)
Così, oggi voi
potete vedere bianco, e domani nero se questo risultasse utile al "business".
Come potete osare di venire a parlarci ancora di una guerra umanitaria?
Noi eravamo stati informati che
l’intervento era necessario per fermare il genocidio da parte dei Serbi e per
rendere stabile un Kosovo multi-etnico.
Ma il generale tedesco Heinz Loquai ha
dimostrato che il documento cosiddetto 'piano a ferro di cavallo' presentato dal
Ministro tedesco Scharping era un falso, che il genocidio era una menzogna dei
media e quindi ha qualificato la guerra esattamente come 'ingiustificata', e
accusato la NATO di avere causato due catastrofi umanitarie: un massiccio esodo
degli Albanesi e, dopo, un altro esodo di Serbi.
E il generale Michael Rose, che comandava le
forze ONU in Bosnia, rimproverava la NATO "di
avere introdotto una cultura di violenza". (9)
Infine, proprio per trovare qualche scusa per
la pulizia etnica in corso, i sostenitori della NATO e dell’UCK hanno preteso
che questa pulizia sia come' un’azione
di vendetta per quello che i Serbi hanno fatto'.
Ed ora, in Macedonia, dove non è avvenuto
nulla, sotto quale pretesto dovrebbe essere giustificata l’aggressione dell’UCK?
E’ tempo di riconoscere una sola possibile spiegazione: l’UCK punta a
stabilizzare uno stato etnicamente pulito e può realizzare questo programma
solamente con un’escalation di odio e di terrorismo.
4. Washington sta facendo il doppio gioco?
Gli Stati Uniti agiscono come se fossero
indignati alle ricorrenti violenze dell’UCK.
Invece bisogna fare il punto su diverse
circostanze:
·
Gli USA non hanno mosso un dito quando l’UCK
si è mossa dal Kosovo per attaccare la regione di Presevo nella Serbia
Centrale. Peggio: l’infiltrazione avveniva dalla zona di occupazione USA in
Kosovo.
·
Washington e la NATO pretendono oggi "di
tentare di fermare il flusso di armi e combattenti attraverso il Sud della
Serbia e la Macedonia". (10)
Ma in qualsiasi parte si vada in Kosovo, si
possono incontrare blocchi stradali e check-points della KFOR ogni cinque
chilometri. La stessa KFOR è operante con interpreti e altri collaboratori che
vengono dall’UCK, che in precedenza era stata trasformata dalla KFOR nel
sicuramente ufficiale 'Corpo di Protezione Kosovo'. E’ chiaro, quelli che
dovrebbero controllare le armi dell’UCK non le troveranno mai!
In più, il major Jim Marshall, portavoce
KFOR degli USA, il 6 marzo ha dichiarato: "Noi
abbiamo identificato a Tanusevci (Macedonia) tra 75 e 150 ribelli, li abbiamo
visti entrare e uscire dal Kosovo, e sbarazzarsi del loro equipaggiamento e
delle armi prima di attraversare il confine."
Una piccola domanda stupida: cosa vi ha
impedito di arrestarli? 45.000 soldati NATO occupano il Kosovo e non possono
arrestare 150 terroristi? Non si può, o non si vuole farlo? L’11 marzo 2001,
nel giornale Inglese Observer, diversi
alti ufficiali Europei del KFOR e anche molti ufficiali della Macedonia accusano
esplicitamente la CIA di aver incoraggiato l’UCK ad iniziare la sua offensiva
estiva nel Sud della Serbia in modo da insidiare il precedente Presidente della
Yugoslavia Slobodan Milosevic.
Oggi, potete garantire che questi
incoraggiamenti siano stati bloccati?
5. L’UCK vuole iniziare una nuova guerra?
Cosa potrà accadere? I combattimenti in
corso attorno a Tanusevce, possono ben essere il preludio di più importanti
scontri. Per esempio, per prendere il controllo di Tetovo, a soli cinque
chilometri dal confine con il Kosovo.
In ogni caso, una considerazione è chiara:
l’UCK, che ha perso le elezioni dello scorso anno, in quanto la larga
maggioranza degli Albanesi nel Kosovo non desidera continuare a vivere in uno
stato permanente di guerra, può solo riguadagnare terreno con l’uso della
violenza.
Questo vale anche per la Macedonia, dove l’UCK
pretende di difendere i diritti della minoranza Albanese, ma spesso dimentica di
ricordare che, per anni, ogni governo di quella regione è stato formato di una
coalizione con i partiti Albanesi. Per prendere potere, e quindi accrescere il
raggio di azione dei suoi traffici di natura mafiosa, l’UCK ha bisogno della
guerra.
La tattica dell’UCK è allora evidente: per
produrre un’escalation bisogna provocare gli eserciti di Macedonia e di
Yugoslavia, con la speranza che questi attacchino civili Albanesi, così com’
è stato fatto da qualche forza Serba durante i primi giorni dei bombardamenti
NATO. Questo permetterà di raggiungere due obiettivi:
1.
Di internazionalizzare il conflitto.
1.
Di reclutare nuovi proseliti nella gioventù Albanese resa fanatica dal
nazionalismo.
Malgrado lo sviluppo di qualche piccolo traffico più o
meno legale, la comunità Albanese di Macedonia ha una percentuale di
disoccupazione del 60%;
potenzialmente è qui che si può reclutare. Per dar luogo all’escalation,
l’UCK probabilmente userà ancora una volta un metodo che già altre volte è
stato messo in pratica. Questo veniva spiegato da un osservatore Francese
dell’OSCE in Kosovo nel 1998: "All’interno
dell’ OSCE, tutti sanno che la NATO, e in particolare gli USA, non desiderano
che la loro missione(di pacificazione) abbia successo. I massacri sono stati
incoraggiati per giustificare un intervento armato. Un giorno abbiamo inviato un
messaggio, con il quale si informava che i combattenti Albanesi venivano
addestrati da istruttori Americani. Ci è stato spiegato che era sicuramente
strategico ammazzare un poliziotto Serbo, per provocare consistenti rappresaglie
contro la comunità Albanese." (11)
Anche in Bosnia e in Kosovo vi sono stati
casi in cui queste tattiche sono sfociate alla fine in conflitti più rilevanti.
Un importante passaggio è dovuto essere
stato fatto per provocare l’equivalente del 'massacro di Racak'. Nel gennaio
del 1999, in questo villaggio del Kosovo che era stato fortificato, l’UCK ha
provocato, e perso, uno scontro fra i due eserciti. Ma è stato fatto credere
che le vittime fossero civili massacrati a freddo dall’esercito Yugoslavo.
Con l’aiuto della CIA, venne fatta credere
questa menzogna ai mezzi di comunicazione internazionali e questo ha permesso di
condizionare l’opinione pubblica Occidentale ad accettare una guerra decisa da
tanto tempo dagli USA.
Oggi, ogni guerra è preceduta da tali grandi
menzogne mediatiche, con accompagnamento di immagini shoccanti.
6. Cosa stanno cercando realmente gli Stati Uniti?
Per rendere credibile il 'trucco di Racak',
era necessaria la complicità degli USA per orientare i mezzi di comunicazione
Occidentali. Se questo si voleva accadesse, questo certamente era il segnale che
la superpotenza USA stava preparando un nuovo intervento.
Si possono opporre due obiezioni a questa
ipotesi: la prima è che oggi gli USA stanno qualificando l’UCK come 'forze
estremiste' e condannano le loro azioni, almeno a parole. Risposta: all’inizio
del 1998 gli USA hanno qualificato l'UCK come 'terroristi', così come abbiamo
già visto, ma questo non ha impedito loro di sostenere incondizionatamente l’UCK,
pochi mesi più tardi.
Se vi fosse un principio morale da ricordare nell’azione degli USA,
lungo i dieci anni della crisi Balcanica, risulterebbe che gli USA non hanno
principi morali!.
Ci si può anche domandare perché gli USA
siano intervenuti, sebbene sembrano aver sotto controllo la regione e abbiano
installato qui le loro basi militari. Naturalmente non si possono conoscere
tutti gli aspetti delle loro tattiche del momento. Può essere che, dietro la
scena, gli USA spingano l’UCK a creare nuovamente qualche tensione, in modo da
aiutare le truppe USA ad occupare l’intera regione. Appena sono avvenuti i
primi incidenti nella valle di Presevo, Washington ha generosamente proposto di
far stazionare le sue truppe nella Serbia vera e propria. Bisogna anche
ricordare che durante i cosiddetti 'negoziati' di Rambouillet prima della
guerra, Madeleine Albright aveva richiesto che alla NATO venisse concesso di
occupare militarmente l’intera
Yugoslavia.
Può essere anche che la nuova
amministrazione Bush non abbia ancora deciso quale sia la miglior tattica per
proteggere gli interessi USA nei Balcani, che preferisca giocare per qualche
tempo su entrambi i campi, e che la tattica dell’UCK sia precisamente di
forzare gli USA a prendere una decisione o ad agire più rapidamente.
In entrambi i casi, una cosa è sicura: gli USA non sono qui per difendere la pace o
proteggere i popoli dei Balcani. Gli
USA sono qui per regnare! E per regnare, loro devono dividere, come è ben
noto, e per dividere la miglior soluzione è la guerra, o almeno la cosiddetta
guerra di 'bassa intensità', una situazione di 'ne’guerra ne’pace' con
scontri irregolari.Non è questo il miglior modo per giustificare
l’installazione di basi militari USA nei Balcani?
Naturalmente, il candidato George Bush aveva
affermato che desiderava portare via dal Kosovo le truppe USA.. Ma il presidente
George Bush ha rapidamente dimenticato queste promesse elettorali. Provate a
ricordare che nel 1995 il candidato Bill Clinton aveva promesso che le truppe
USA sarebbero uscite dalla Bosnia per Natale.
Immediatamente dopo, il comandante delle
truppe ONU in Bosnia, il
generale MacKenzie, rispondeva ad una
commissione parlamentare: "Se io
fossi in voi, comincerei ad allenare i vostri nipotini da guardiani della pace
in Bosnia." (12)
Che tenda a forzare Bush a intervenire o ad
agire in stretta collaborazione, l’obiettivo
dell’UCK è in ogni caso di internazionalizzare comunque il conflitto,
come hanno fatto i Mussulmani di Izetbegovic in Bosnia dal 1992 e lo stesso UCK
in Kosovo nel 1998.
Attaccando quasi contemporaneamente la
Macedonia e il Sud della Serbia, denunciando in termini razzistici qualsiasi
presenza Slava nei loro territori, i leaders dell’UCK tendono a provocare la
reazione della Macedonia e della Yugoslavia, ma anche della Grecia, vicina alle
posizioni dei Serbi. E, come risultato indiretto, una ritorsione dei propri
alleati: Albania e Turchia. Questa è un’internazionalizzazione del conflitto
che dovrebbe forzare Washington a scegliere fra i suoi alleati e, come spera
l’UCK, di definitivamente scegliere la parte Albanese.
7. Saprà Washington essere abile a giocare su entrambi i fronti?
Per capire la situazione degli USA, è
importante comprendere che sistematicamente essi giocano su diversi fronti allo
stesso tempo. A sostenere e a manipolare discretamente due avversari, e perfino
ad aiutarli militarmente, non li imbarazza più che tanto. Per esempio, noi
possiamo leggere sul giornale Inglese Daily
Telegraph il 3 marzo 2001: "La
compagnia privata di assicurazioni che è la più apprezzata dal governo USA ha
addestrato entrambe le parti nell’ultimo conflitto nei Balcani. Solamente due
anni fa i ribelli Albanesi del Kosovo erano addestrati dalla società 'Military
Professional Resources' con base in Virginia... Uno dei gruppi di questa società
recentemente era l’addestratore dell’esercito della Macedonia, che è ora
sotto tiro della guerilla Albanese ."
Non si può sottostimare il ruolo nel sistema
militare USA delle compagnie private e delle milizie, guidate da ex-alti
ufficiali. Già in Bosnia, questi hanno addestrato e guidato le milizie
Mussulmane del presidente Izetbegovic, prima che gli USA decidessero di
intervenire apertamente. E in Croazia il presidente Tudjman è stato aiutato a
realizzare la sanguinaria pulizia etnica nella Krajina Serba nell’agosto
1995.(13). La storia ripete se stessa..
Avendo giocato su diversi piani, gli USA
possono trovarsi per un momento in una situazione di difficoltà. Da un lato,
continuano a usare l’UCK per ottenere più concessioni dalla Serbia: la
completa privatizzazione e l’eliminazione del principale partito di
opposizione, il SPS (dopo aver mandato il suo presidente Milosevic alla Corte
dell’Aja). Ma d’altro canto, se gli USA permettono all’UCK di andare
troppo lontano, avranno contrasti con alleati preziosi: 1. Il governo della
Macedonia 2. La Grecia (anch’essa minacciata dalle pretese dell’UCK) 3. Il
presidente della Yugoslavia Kostunica.
Il governo della Macedonia non ha molta
autonomia e si può pensare che Washington possa imporgli ciò che desidera,
incluso uno stato federale, preludio ad una secessione. In più, i leaders
Macedoni sono veramente indeboliti da vari scandali, che hanno rivelato i loro
legami con gli USA. L’opposizione di sinistra rivendica d’essere più
indipendente, ma il suo più importante candidato si era messo da parte per il
terrore, durante le ultime elezioni. La Macedonia, per Washington, è un alleato
troppo debole e instabile?
D’altro canto, i leaders Greci sono
importanti pedine nella strategia NATO di Washington. Ma il popolo Greco è
decisamente contro la NATO, l’influenza del Partito Comunista è importante e
molto di recente un terzo dei soldati Greci hanno richiesto e ottenuto di essere
allontanati dal Kosovo per sfuggire agli effetti dannosi dell’Uranio
impoverito.
Infine, per giocare troppo apertamente con la
carta dell’UCK, gli USA potrebbero fortemente danneggiare il presidente
Kostunica, che era stato eletto con un profilo ambiguo, anti-NATO e
filo-Occidente, e che non può presentare alla sua opinione pubblica alcun
positivo risultato sul Kosovo, anzi il contrario.
Permettere che alcune truppe Yugoslave
facciano ritorno a custodire il confine, forse è una piccola concessione per
dare ancora qualche credito a Kostunica e in certo qual modo mantenere un
equilibrio fra i due 'amici' degli USA.. Ma la ragione può anche essere
semplicemente quella di evitare che soldati Americani vadano in prima linea, con
il rischio di tornare negli USA dentro un sacco di plastica, cosa che in ogni
modo risulterebbe imbarazzante nei confronti della pubblica opinione degli USA.
E, in modo più machiavellico, questo potrebbe ancora una volta causare scontri
fra Serbi e Albanesi.
Cosa potrebbe capitare se Washington abbandonasse l’UCK e rovesciasse le
sue allenze? Potrebbe succedere che il suo 'alleato'
Tedesco, ma anche rivale, dia supporto ancora una volta segretamente l’UCK,
come già fatto all’inizio del 1998 (14).Quindi questo spiega perché l’UCK
ha interesse a compiere sempre più provocazioni.
La rivalità fra i grandi poteri Occidentali
è allora un altro fattore che aumenta i rischi di guerra. In realtà, alcuni
politici Europei hanno accusato gli USA di essere colpevoli di aver inutilmente
prolungato la guerra in Bosnia in modo da eliminare il loro competitore Tedesco
che aveva guadagnato posizioni troppo favorevoli. (15)
Rovesciare le alleanze? Si è già visto di
tutto, a questo riguardo, da parte degli USA, per esempio tra Iran, Iraq e
Siria. Ma nei Balcani il loro obiettivo è di creare uno stato
'satellite', come lo Stato di Israele in
Medio Oriente. Per questo, una scelta ovvia è di rendere stabile uno stato
Albanese che sia debitore in tutto di Washington.
In ogni modo, i poteri Europei rifiutano un
cambio di confini nei Balcani. Questo potrebbe causare nuove guerre e
destabilizzare i progetti di 'corridoi' descritti precedentemente. Una
considerazione è sicura: l’intervento della NATO, per interessi oscuri e
segreti, non può, e non vuole portare la pace.
8. Nessuno si chiede se proprio loro non abbiano creato un mostro?
E’ proprio sul The Guardian del 12 Marzo 2001 che si può leggere un sorprendente
quesito: ' Abbiamo creato noi il mostro?'. Il loro corrispondente speciale da
Pristina riporta:"L’Occidente è
sbalordito. Si supponeva che gli incubi nei Balcani fossero scomparsi con la
caduta di Slobodan Milosevic. Ma ora i militanti nazionalisti Albanesi istigano
rivalità etniche nella richiesta di un Kosovo più grande. Le vittime liberate
sono diventate i mascalzoni. A Washington e a Londra, e negli uffici della NATO
e dell’ONU a Pristina, prevale una domanda: abbiamo creato un mostro?".
Il corrispondente del Guardian ha condotto un’inchiesta veramente estesa con lo staff
dell’ONU e della KFOR e ha concluso: "Il
fallimento della KFOR di disarmare l’UCK,
di proteggere la minoranza Serba e di costruire una società multi-etnica
ha generato un clima nel quale fioriscono gli estremisti. Per almeno un anno
sono stati ignorati gli intellettuali che dichiaravano l’urgenza di una
rottura con i membri dell’UCK che si erano impadroniti di risorse e si erano
insediati in modo criminale nei mezzi di informazione. " Ora è troppo
tardi, i moderati hanno vinto le elezioni, ma questi che conducono il
contrabbando e i traffici più disonesti detengono realmente il potere," un
ufficiale in servizio ha reso queste ammissioni."
Un risultato disastroso e si capisce che il
precedente governatore del Kosovo, Bernard Kouchner, abbia rapidamente
abbandonato la barca, prima che le sue dichiarazioni alla TV, auto-gratificanti,
fossero confutate.
Infatti, quello che riporta The
Guardian è vero.
Io stesso ero in Kosovo l’ultimo dicembre
per girarvi un film documentario "I
dannati del Kosovo" (che sarà pronto il prossimo maggio). Ho
scoperto che qui l’inferno era per i Serbi e per le minoranze non-Albanesi. La
maggior parte di questi è stata espulsa dal Kosovo: la pulizia etnica.
Quelli che sono rimasti vivono nel terrore. Fare queste dichiarazioni in
pubblico, costituisce un rischio mortale. E’ rischioso andare per autostrade
in zone non-Serbe. Ma il terrore colpisce anche numerosi Albanesi. I mafiosi
dell’UCK ammazzano anche Albanesi. Per impadronirsi di case, aziende o donne.
E molti degli Albanesi con i quali ho parlato, hanno predetto una guerra civile,
tra Albanesi, nel giro di due o tre anni.
Prontamente The Guardian elabora la teoria dell’'errore': l’Occidente ha 'mal
interpretato il pericolo del nazionalismo dell’Albania'.
Di quale'Occidente' stiamo qui parlando? Se si tratta dell’opinione pubblica, questo è indubbiamente vero in quanto alla gente è stata nascosta accuratamente la verità.
Quando qualche analista politico spiegava che il
programma dell’UCK era la pulizia etnica, quasi sempre veniva escluso dai
mezzi di comunicazione o considerato un disgraziato malvagio.
Ma se parliamo dei leaders di questo
'Occidente' – la Casa Bianca, Tony Blair, Solana e Robertson, la CIA –
questi conoscevano naturalmente da lungo tempo la verità, dato che nei loro
stessi rapporti consideravano l’UCK come 'terroristi'.
In Kosovo, noi abbiamo anche visto che si
deve distinguere tra un numero di onesti Occidentali operatori di soccorso e i
militari, e i loro ufficiali di alto grado.
I primi sono arrivati in Kosovo con
pregiudizi, ma anche con buona volontà. I secondi sono stati inviati in Kosovo
per nascondere questa verità, per nascondere i segreti obiettivi degli USA e
dei loro alleati e per mentire.
E’ sicuramente nella prima categoria che
dobbiamo inserire Eric Torch, un operatore umanitario dell’ONU, citato da The
Guardian: "Gli Albanesi fanno risalire la loro discendenza dagli Illirici
che controllavano il territorio nell’undicesimo secolo a.C. Le scuole
clandestine sotto il governo di Milosevic inculcavano l’odio etnico alle
giovani generazioni."
Sì, abbiamo letto correttamente: 'durante il
governo di Milosevic'. Tutto ciò conferma che abbiamo letto un’analisi non
convenzionale: queste scuole parallele Albanesi, organizzate dal partito di
Rugova e finanziate dagli USA, insegnavano concezioni razziste anti-Serbe. Era
sbagliato considerare che la responsabilità del conflitto stava interamente
dalla parte dei Serbi. Sostenuti dagli USA, i leaders Albanesi del Kosovo hanno
rifiutato di negoziare seriamente, volevano solo l’indipendenza e hanno
insegnato l’odio per conquistarla.
9. Quale sarà il ruolo della rivalità fra Stati Uniti e Unione Europea?
Non è possibile comprendere il comportamento
degli USA in questi eventi, senza trasferirlo nel contesto della loro strategia
mondiale.
Uno degli uomini-chiave della nuova
amministrazione Bush si chiama Wolfowitz. Nel suo libro Liar's Poker (Il Poker del bugiardo) del marzo 1992 egli formulava
questa sensazionale proposizione:
"Lo stato degli Usa di essere l’ unica superpotenza deve essere
preservato con un comportamento costruttivo e con una forza militare sufficiente
a dissuadere ogni nazione o gruppi di nazioni dall’insidiare la supremazia
degli USA. Noi dobbiamo agire in ordine da prevenire la formazione di un sistema
di sicurezza esclusivamente Europeo che possa destabilizzare la NATO. " (16).
Il bilancio militare degli USA ha cominciato
a gonfiarsi sotto Clinton e questo continuerà sotto Bush. Oggi, tre sono i
potenziali obiettivi, a più o meno lungo termine, della strategia pericolosa
degli USA: l’Unione Europea, la Russia, e la Cina. L’ambasciata di
quest’ultima è stata bombardata, come avvertimento.La Cia considera il
rischio che la Cina possa sovrastare la potenza degli USA attorno al 2015-2030.
Per quel che concerne la Russia, il nuovo
Segretario di Stato, Colin Powell, ha dichiarato che le avversioni di Mosca non
avrebbero impedito l’espansione della NATO verso Oriente o la militarizzazione
dello spazio attraverso il cosiddetto 'scudo anti-missile' (NMD). La sua collega
Condoleezza Rice ha dichiarato che lei sinceramente "credeva
che la Russia costituisse una minaccia per l’Occidente " (17). E il
segretario alla Difesa Rumsfeld attacca la Russia per "la
sua 'attività di proliferazione di missili' verso regioni come Iran, Corea o
India". (18)
In relazione all’Europa, Rumsfeld metteva
in guardia rispetto ad ogni forza d’intervento autonomo dell’Europa che ha
causato perturbazioni nelle relazioni transatlantiche durante la conferenza di
Monaco, all’inizio di febbraio.
Il ministro della Germania Joskha Fisher
risponde: l’attuale amministrazione Bush desidera restaurare una nuova corsa
agli armamenti. Il suo collega Scharping ha espresso simpatia per il punto di
vista della Russia rispetto al NMD (scudo spaziale). La Germania ha, come la
Francia, condannato i bombardamenti USA contro l’Iraq.
In più, l’ambizione degli USA di imporre
la loro volontà al mondo intero è attualmente frenata da diversi punti di
resistenza, che gli USA non riescono ad eliminare. L’Iraq continua a
resistere, così come i Palestinesi.
L’intervento degli USA in Colombia può
trasformare questo paese in un nuovo Vietnam.
La guerrilla comunista in Nepal sorprende gli
esperti Americani. Qualcuno di questi pensa che sia arrivato il tempo di trovare
una soluzione nei Balcani e di focalizzarsi su altre operazioni.
Tutto questo avviene su un fondo di crescenti
rivalità commerciali e di crisi che possono solo peggiorare la tensione
USA-Europa. Il gioco che questi poteri stanno conducendo nei Balcani da dieci
anni, ognuno di loro tende ad appropriarsi della parte maggiore della torta,
questo gioco continuerà a causare disastri ai popoli della regione.
Quando gli elefanti combattono uno contro
l’altro, è l’erba che viene maciullata!
E dopo tutti i contributi che gli USA hanno
dato per ricompensare il terrorismo dell’UCK, ci si può aspettare che questo
esempio sarà contagioso per qualche frazione della comunità Albanese in
Macedonia e in Montenegro o per altri movimenti secessionisti nel mondo.
Verranno usate provocazioni e terrorismo per tentare di presentarsi come 'vittime'.
La diffidenza tra USA ed Europa rispetto al
Kosovo è cresciuta quando il candidato Bush ha minacciato di ritirare le truppe
USA dai Balcani, lasciando gli Europei soli in quello che si è indotti a
chiamare un immondezzaio. Da allora, molti ufficiali Europei hanno criticato,
privatamente, il supporto dato dagli USA ai terroristi dell’UCK.
Un esperto dell’Istituto Francese per le
Relazioni Internazionali ha proprio dichiarato: "Il processo di Dayton è finito. L’intero sistema necessita di
essere rinegoziato. Ma nessuno desidera aprire il vaso di Pandora per affrontare
la questione, rischiando di riportare a terra la situazione. Se, per esempio,
gli Albanesi del Kosovo fossero appagati con uno stato di loro proprietà,
questo potrebbe scatenare un effetto domino che vedrebbe il Montenegro, così
come i Serbi di Bosnia e i Croati di Bosnia, tutti a rinnovare le loro
specifiche richieste di indipendenza. Per qualche tempo è sembrato che gli
Americani si preparassero a considerare una variazione di confini.
Io penso che questo ora non sia possibile, e se provassero a fare questo,
gli USA troverebbero l’opposizione dell’Europa." (19)
Quale sarà il risultato? Nei fatti, Bush ha
quattro opzioni:
1.
Di ritirare le sue truppe. Ciò creerebbe molti imbarazzi agli Europei. In
ogni modo ora questo non risulta possibile, specialmente in presenza dello
scandalo dell’Uranio impoverito.
2.
Di rovesciare l’alleanza e di sostenere la Serbia di Kostunica. Ma le
truppe USA possono diventare gli obiettivi dell’UCK. E non si è sicuri che la
Serbia voglia diventare un partner affidabile per lungo tempo. In Serbia lo
spirito della resistenza popolare è sempre molto vivo.
3.
Di sostenere entrambe le parti, usando la strategia della tensione.
4.
Di mantenere l’appoggio all’UCK in modo da creare uno stato Albanese,
sul modello Israele, mantenendo nascosto il più lungo possibile il loro gioco.
Nessuna di queste opzioni è morale. Abbiamo
visto che questi criteri non risultano mai pertinenti. Ma per realizzare i loro
obiettivi strategici a lungo tempo, gli USA
possono ben risolversi di variare le loro tattiche, anche in modo
contradditorio.
Per ora, la combinazione delle opzioni 3 e 4
ci sembra la più probabile. Ma forse gli USA non hanno ancora deciso e sono in
attesa di scegliere l’opzione a loro più favorevole, in accordo con le
reazioni dei loro 'amici'?
In ogni caso, qualsiasi sia la tattica, ci
sarà sempre qualche mezzo di informazione addomesticato che si sforzerà di
spiegare ai popoli che i buoni soggetti non sono, in ogni momento, buoni e che i
cattivi soggetti sono dall’altra parte.
Speriamo che questi imbrogli inducano ad una
profonda riflessione.
Se non si capisce che in gioco ci sono interessi economici, e, prima di
tutto, quelli delle multinazionali che guardano a nuovi mercati, per lo
sfruttamento di forza lavoro e di materie prime, è impossibile comprendere le
ragioni di tutte queste guerre.
10. Kostunica è stato preso in trappola ?
Il presidente Kostunica è stato eletto
difendendo una posizione ambigua: da un lato, ha denunciato la guerra della
NATO, l’occupazione del Kosovo, e l’interferenza degli USA, d’altro canto
egli ha promesso la riconciliazione con questo stesso Occidente e un
miglioramento economico grazie agli aiuti dell’Occidente.
Rispetto al Kosovo si può vedere in che modo
egli non sia stato ricompensato, almeno fino a questo punto. Il 6 marzo ha
dichiarato: "Le rappresentanze della
comunità internazionale in Kosovo si trovano di fronte ad un insuccesso, in
quanto non sono state in grado di procurare stabilità e pace, e la crisi si è
allargata alla Macedonia. La Kfor si deve interessare della sua stessa sicurezza
e non della sicurezza di quelli per i quali è qui."(20)
Kostunica inoltre accusa la KFOR di "stimolare,
invece di frenare le aspirazioni della Grande Albania. La KFOR sta abbandonando
la protezione dei confini. " (21)
Quindi, esprime la speranza che la politica
della nuova amministrazione USA voglia contraddistinguersi per "un
alto livello di non-interferenza nei problemi degli altri stati". (22)
Il paradosso è che, due giorni dopo aver così
chiaramente messo in guardia contro la NATO e le interferenze degli USA, lo
stesso Kostunica aggiungeva che "
egli non forniva regole fuori Yugoslavia riguardanti un giorno una formale
allenza fra partner nella NATO."(23) La NATO che è comunque lo
strumento più ovvio dello spirito d’interferenza degli USA! Nella stessa
dichiarazione, il presidente Yugoslavo si dichiarava insoddisfatto: "Quando
entrai in carica, non mi aspettavo che la situazione nella regione fosse così
difficile; tutto questo è scoraggiante. " citando problemi di
sicurezza ed istituzionali, assieme al problema del 40% di disoccupazione e di
800.000 profughi e rifugiati. A sorpresa nella dichiarazione sono citati gli
800.000 rifugiati (espulsi dalla Croazia, dalla Bosnia e dal Kosovo) che vivono
in Serbia da anni.
Rispetto alla disoccupazione, forse Kostunica
ha condotto la sua campagna elettorale ignorando che l’embargo Occidentale e
lo stato dell’economia avevano tali conseguenze? E non ha letto il programma
degli economisti della sua stessa coalizione elettorale, che prevedeva
privatizzazioni e massicci licenziamenti?
In che modo si possono interpretare queste
dichiarazioni contradditorie? Nei fatti, come ci si aspettava, la condizione
materiale della popolazione Serba si è aggravata con il governo Djindjic. Se
gli stipendi dei professori universitari sono stati raddoppiati, quelli dei
lavoratori sono aumentati solamente del 25 fino al 50%, e questo è
completamente insufficiente a far fronte all’aumento dei prezzi.
Un metro cubo di gas è passato dai tre fino
a dodici dinari, un chilo di salsicce da 150 fino a 300 dinari, la bolletta
dell’elettricità per uso domestico è aumentata da 150 o 200 dinari il mese a
500 dinari! La compagnia di elettricità di Belgrado indica che 130.000 famiglie
della città hanno un debito veramente rilevante: più di 30.000 dinari! Ed
anche il prezzo del petrolio è cresciuto, tanto più che il nuovo governo ha
posto sotto controllo tutto il settore degli olii combustibili in modo da
eliminare il mercato nero del petrolio (più a buon mercato).
Come era nelle aspettative, la luna di miele
non è continuata. Se il presidente Kostunica non viene considerato
personalmente responsabile per tutto questo, d’altro canto la velocità
dell’aumento dello scontento verso il nuovo governo di Zoran Djindjic ha
superato il 60%: "Egli non fa nulla
per il popolo. Anche durante la guerra, noi abbiamo sempre avuto l’elettricità,
ma con la 'grande democrazia', i tagli all’erogazione sono stati almeno di
quattro ore durante il giorno, e di tre ore alla notte" questo è
dichiarato ovunque. Inoltre molti pensano che le elezioni siano inevitabili
entro 12 o 18 mesi.
La coalizione eterogenea di 18 partiti
potrebbe spezzarsi verosimilmente presto. Questo dipende se Milosevic viene
messo da parte e se viene eliminato il rischio di un ritorno del Partito
Socialista, anche se questo Partito non è stato ancora superato alle elezioni.
Quali saranno gli sviluppi all’interno
della Yugoslavia? I professori non universitari stanno conducendo uno sciopero
prolungato. Molti scioperi avvengono anche nell’industria, solo spezzati dalle
minacce di licenziamenti collettivi.
Questo non ha impedito che il nuovo sindacato
di sinistra 'Solidarietà' abbia ottenuto un addizionale aumento di salario del
25% nella fabbrica di automobili Zastava. D’altra parte, il sindacato
minoritario di tendenza governativa ha rifiutato di unirsi allo sciopero.
'Solidarietà' ha annunciato la pubblicazione di un giornale mensile e nei
prossimi mesi dovrà vedere di aumentare la sua influenza.
Kostunica è caduto in una trappola tesagli
dall’Occidente? Cosa dovrà aspettarsi per avere più appoggio nella questione
del Kosovo e per l’economia? Fino ad ora egli ha ricevuto solo elemosine e gli
Usa forniranno altri crediti solo in relazione all’estradizione di Milosevic.
Cosa che Kostunica d’altro canto non può fare, se non vuole contraddire se
stesso e commettere un suicidio politico. Inoltre, gli USA stanno finanziando
una nuova campagna di OTPOR per criminalizzare Milosevic. Gli USA, che, per
cinquant’anni, hanno sostenuto, finanziato ed armato tutte le forme
dittatoriali di estrema destra e militari nel mondo, questi USA che hanno
protetto i crimini di Pinochet, Mobutu, Franco, Salazar, dei colonnelli Greci e
dei generali fascisti Turchi, questi USA pretendono di giudicare proprio il
precedente capo di stato, Milosevic, precisamente quello che ha fatto loro
resistenza? Gli USA detengono l’Oscar
dell’ipocrisia!
11. Prospettive.
In
un mondo marcato da un’incombente crisi economica, dall’aumento delle
guerre, e da uno spaventoso incremento delle spese militari, è importante
trarre completamente insegnamenti dalla situazione attuale e del Kosovo.
1.Non esistono guerre 'umanitarie',
solo guerre economiche e strategiche.
2.Gli USA e la NATO non stanno cercando di
risolvere i problemi ma di dominare il mondo. Quindi creano o esaltano i
problemi quando ciò risulta a loro utile.
3.L’intervento militare contro la
Yugoslavia e in favore dell’UCK ha peggiorato la situazione.
4.Non è per errore che Washington appoggia
l’UCK, ma consciamente.
E’ urgente rinforzare o ricreare un potente movimento per la pace, ben
radicato. La sola via da percorrere è di lavorare con
pazienza per stabilire un dialogo fra i popoli, che sono tutti vittime di questa
strategia del 'dividi per conquistare'.
E per questo, è condizione fondamentale il
discutere sui risultati di questa guerra e sulle strategie dei grandi poteri.
La lotta per la pace inizia con una lucida analisi.
12 marzo 2001
Traduzione dall’inglese di Curzio Bettio,
di Soccorso Popolare di Padova.
Note
(1) Michel Collon, Monopoly - L'Otan à la Conquête du monde, EPO, march
2000,
p. 96. (English
edition prepared)
(2) The Guardian, February 15, 2001.
(3) Idem.
(4) Idem.
(5) AFP-Skopje,
March 6, 2001.
(6) Washington
Post, April 28, 1999.
(7) Pittsburgh
Gazette, March 11, 2001.
(8) Time, 8
mars 2001
(9) Both cited
in Kan Anders-Vredeskoerier (Holland), march 2001.
(10)
Declaration of Robertson (NATO), AP, March 6.
(11) L'Humanité,
November 18, 1999
(12)
Pittsburgh Gazette, March 11, 2001
(13) Michel
Collon, Poker menteur, EPO, 1998, p. 191. (Soon published in English version)
(14) See
Monopoly, pp. 70-71.
(15) The
European mediator in Bosnia, David Owen, cited in Michel Collon,
Poker menteur,
EPO, 1998, p. 182.
(16) Michel
Collon, Poker menteur, p. 116.
(17) Le Figaro, February 10, 2001.
(18) PBS,
February 14, 2001.
(19) AFP -
Paris, March 8, 2001.
(20) BBC,
March 6.
(21) Reuters -
Skopje, March 8, 2001.
(22) BBC,
March 6.
(23) Reuters -
London, March 8, 2001
Questo articolo è stato tradotto da Curzio Bettio di
Soccorso Popolare/ 11 aprile 2001