I Cobas "In Piazza la contraddizione"
Checchino Antonini : Intervista a Piero Bernocchi
Centralità del conflitto capitale-lavoro nel contributo del sindacalismo di base al controvertice
Liberazione martedì 22 maggio 2001 pp.8-9
Il conflitto lavoro-capitale al centro del controvertice di Genova e traino dell'alleanza tra settori antagonisti che, da Seattle in poi, si aggira ovunque si incontrino i cosiddetti potenti della terra. E' la priorità della confederazione Cobas, sigla simbolo dell'autorganizzazione sindacale in Italia e, fin dal principio, tassello di tutte le mobilitazioni anti G8. Liberazione ha incontrato Piero Bernocchi, esponente dell'organizzazione e portavoce dei Cobas della scuola.
Come vi state preparando allescadenze genovesi?
Abbiamo presentato questioni di contenuto: crediamo che debba avere rilievo centrale il conflitto capitale-lavoro, sia dal punto di vista organizzativo che da quello teorico. Già per la Domenica immediatamente precedente il 15 luglio, abbiamo proposto che si tenga a Genova un forum mondiale tra le organizzazioni dei lavorari dipendenti. Arriveranno sindacati il Cono Sud dell'America, dagli Stati Uniti, dalla Corea, dall'Europa...
E dall'Italia?
L'abbiamo proposto all'area del sindacalismo di base e anche alla sinistra Cgil e alla Fiom, forze che hanno preso parte finora agli incontri per il "Genoa Social Forum . Ci sembra possa essere un bel modo di iniziare la settimana.
E per quello che riguarda le giornate cruciali?
In particolare, per la scadenza del venerdì abbiamo proposto quattro appuntamenti tematici, su debito, lavoro, ambiente e immigrazione, che siano momenti unitari e di massa anziché, come ipotizzato da altri, scadenze affidate a pratiche di singoli gruppi
Torniamo alla centralità della contraddizione capitale-lavoro.
Sì, stavolta si dovrà ripetere il dato più importante registrato a Seattle: l'alleanza tra le organizzazioni antagoniste del lavoro salariato in tutte le sue forme e la più vasta area dell'antiliberismo e dell'anticapitalismo. In quanto al corteo del sabato ci piacerebbe che fosse aperto proprio da operai, i francesi della Danone, punta avanzata delle battaglie contro la delocalizzazione. Da parte nostra porteremo in piazza i lavoratori e, stiamo verificando le condizioni perché possa essere convocato uno sciopero cittadino o più ampio, sempre che esista un arco di adesioni sufficiente. Forse la vittoria del centro destra potrebbe avere almeno l'effetto di liberare aree di sindacalismo confederale dalla passività indotta dal centrosinistra.
Genova, Bologna, Praga, Ancona, Nizza, Palermo, Porto Alegre, Napoli e, tra poco, di nuovo Genova. Siete sempre stati tra i promotori delle contestazioni, ma la lista dei controvertici non esaurisce la battaglia contro la globalizzazione In vari ambiti di movimento si inizia a discuterne di organizzazione per campagne politiche che oltrepassino i limiti di un controvertice.
Anche noi ci stiamo ponendo queste domande: l'altroieri proprio a Roma insieme a diversi centri sociali di tutta Italia, abbiamo dato vita al "Network anti G8 per i diritti globali".L'intento è quello di costruire una rete tra strutture affini che muova dal conflitto principale. La confederazione, nei tre giorni a cavallo tra giugno e luglio, terrà un appuntamento seminariale che lancerà lecampagne di lotta per il prossimo autunno e per il rinnovo delle Rsu del pubblico impiego.
Stiamo parlando di una dimensione solo italiana?
No, di tutti i livelli, anche di quelli europeo einternazionale.Leprossime scadenze, infatti, ci vedranno il 9 giugno in Francia per la manifestazione dei lavoratori Danone poi a Città del Messico per il meeting promosso da "Via Campesina" e, ancora, Porto Alegre all'inizio dell'anno prossimo.
Bernocchi, dopo una stagione di mobilitazioni straordinarie degli insegnanti da un lato e degli studenti universitari dall'altro, la scuola, potrebbe essere ancora un terreno d'incontro tra un settore combattivo dilavoratori e fasce di giovani radicalizzati e portatori di istanze anti globalizzazione?
Una confluenza di questo tipo (abbiamo già sperimentata il 31 marzo scorso; quando a Roma ha manifestato insieme l'intero arco degli oppositori alle politiche di privatizzazione, e ristrutturazione, di scuola e università. Sicuramnente"sarà ancora terreno di verifica (venerdì prossimo a Siena sarà aperto un "cantiere" ad hoc sui saperi della globalizzazione) oltre che di conflitto per chi si batte contro l'aziendalizzazione e contro la parità. Nei prossimi anni, le questioni istruzione-sapere-formazione saranno sempre più al centro di quella contraddizione che noi riteniamo fondamentale.
Intanto,però l'unica chiave di lettura offerta dai mass inedia è quella, catastrofista e criminalizzante che presta il fianco alla repressione.
Su questo, aspettiamo garanzie dal governo e dalle autorità di publica sicurezza perché non si ripetano i fatti di Napoli con "teppisti in divisa" che nessuno controlla. Inoltre mancano ancora risposte ufficiali sull'agibilità democratica della, città in quei giorni; sull'apertura delle frontiere, sulle strutture per l'accoglienza, sull'autorizzazione del nostro programma di eventi. E' un modo maldestro per scoraggiare la partecipazione.