TANTE TUTE BIANCHE E UN AGNOLETTO PER ANDARE IN PARADISO
SOCCORSOPOPOLARE ALLA MAILING LIST NETWORKPER I DIRITTTI GLOBALI, CERCHIO
DI G8 E NO-OGM-RAVENNA
abbiamo appena inviato nella lista del gsf il messaggio che
sottoriportiamo per quanti non siano iscritti a quella lista. Qui nella
lista del network per i diritti globali vogliamo aggiungere qualcosa.
Premesso che tutti cerchiamo di portare più gente possibile e Genova,
premesso che tutti vediamo che ci sono molte diversità, non possiamo
tuttavia non notare che è in corso, nel movimento per Genova, una lotta per
l'egemonia e che, in tale lotta, sembra nettamente prevalere l'asse tute
bianche-prc. - Abbiamo nel Veneto una buona esperienza di questo tipo di
manovre di ricomposizione di ceto politico. La base teorica di questa nuova
fase sarebbe lo zapatismo, si va cioè contro la globalizzazione, ma
non si deve puntare (come sembrerebbe dire Marcos nella
Linusintervista, alla costruzione di un'internazionale, di un soggetto
antagonista, ma ad ottenere cose utili, limitate, positive, da noi
subito intese come reddito, salario garantito, posti nelle istituzioni,
questa è la "nuova via". Settori ampiamente interni ai verdi e
alle problematiche ds adesso perfezionano (anche a seguito del crollo verde)
il contatto col prc che attraverso di loro spera di raccordarsi a settori
dei ds. Ci sbagliamo?? Chi dovrebbe fare le spese della manovra?? Quei
settori di lavoratori con vecchie idee ( che cioè si mantengono in
una visione di antagonismo, di contraddizione etc...). Ampiamente supportati
dai media, anzi ossessivamente supportati dai media di sistema, da
megaconcerti e dal ceto politico, questi settori sono stati capaci di una
modernizzazione di forme. Dietro la modernizzazione, lo scintillio delle
forme di lotta , dietro le maschere, le tute parsifaliane (rutilanti in
apparenza) si celano vecchi discorsi riformisti o anche meno. Epperò queste
forme rischiano di oscurare, non sappiamo quanto scientemente, la sostanza
di classe del 20, quelle forze che da molti anni oscuramente ma con
tenacia si battono nei posti di lavoro e che così spariranno dalla scena
principale o saranno sovradeterminate da una parte ristretta. Ci sono forti
probabilità che non saranno dunque più le piazze tematiche ad apparire sui
giornali del 21 e neanche i temi delle piazze tematiche,...Che fare?? La
partita è ancora da giocare., anche se è compromessa, Stupisce un pò
la condiscendenza dei settori nonviolenti, ..Genova comunque è una tappa
importante e noi che ci saremo terremo gli occhi bene aperti.Non pretendiamo
di avere ragione in nulla, quello che chiediamo a tutti e di ben riflettere,
perchè il momento è importante, tutti hanno pari dignità e tutti devono
pensare. è finita l'epoca della verità in tasca e degli schemi
ripetuti all'infinito
questo il messaggio che abbiamo mandato nella lista gsf:
andremo tutti a Genova, tutti quelli che protestano hanno pari dignità.
è bene perciò riflettere a fondo su quello che andremo a fare, sul
significato politico di quello che faremo. Il dibattito sulla rivoluzione,
sulla violenza, sulle forme di lotta è molto importante e formativo.
Ma il giorno 20 luglio 2001 a Genova non doveva essere il giorno dei
lavoratori contro il g8?? come il 19 era quello dei migranti?? perche
fare le azioni di sfondamento proprio nel giorno dei lavoratori?? Che
ne dicono cobas ed rdb?? perchè non farle anche il giorno dopo con la cgil??
Il giorno 20 doveva e deve evidenziare il contenuto di classe della
globalizzazione e l'esigenza dell'emergere di un nuovo soggetto, di una
rete, di un'unirsi, di un'organizzazione di lavoratori globali. Mettere
l'accento sulla forma violenta-non violenta e sul soggetto mediatico (parsifal
biancovestiti guidati da angeli e arcangeli) non rischia di oscurare il
discorso dei disgraziati che semplicemente scioperano e manifestano?? A
volte ci si mette la maschera per fare dei discorsi molto vecchi,
socialdemocratici, tipo: c'è la globalizzazione, ma noi non dobbiamo
puntare all'internazionale, al rovesciamento del meccanismo che sfrutta e
distrugge il mondo. Per carità, noi non disturbiamo il meccanismo
fondamentale di accumulazione, chiediamo invece "cose positive",
reddito garantito, delle isole più o meno felici, la remissione dei debiti.
Ma è realistico tutto questo chiedere salario garantito e misericordia alle
multinazionali e ai loro governi?? Pensiamo davvero che essi che hanno
spogliato il mondo di ogni risorsa e di ogni democrazia, adesso potranno
ridare al mondo all'Africa, etc risorse e poteri??
Si irride a chi parla di rivoluzione, che atteggiamento dovremmo tenere con
quelli che continuano a propinarci per buona la favoletta della
giustizia universale tramite tassazione dei profitti finanziari?? Ma siamo
del tutto smemorati?? Non ci ricordiamo più il gran parlare di giustizia
fiscale fatto solo qualche anno fa qui da noi da Visco e compagni?? E' unn
secolo che le socialdemocrazie parlano di giustizia attraverso le tasse.
Qual'è stato il loro risultato??
Mettetevi l'animo in pace e chi è religioso faccia le debite cerimonie:
ogni secolo su per giù, da un mezzo millennio a questa parte, da quando c'è
l'economia mondo c'è un sommovimento (chiamato rivoluzione) di disgraziati,
vuoi i contadini tedeschi o il popolo inglese, o quello francese, o quello
russo. Adesso il popolo della globalizzazione quanto è vasto?? Perchè
dovrebbe rassegnarsi ad essere distrutto da quattro anzi otto pre-potenti??
Misurate l'ampiezza del popolo disgraziato odierno, comapratene l'ampiezza a
quella del proletariato parigino o russo e avrete le potenzialità della
protesta che si sta accumulando, della nuova ondata. Lo sanno benissimo
anche loro, per questo preparano le nuove armi, le batterie missilistiche,
etc etc...La violenza non è un nostro problema è una modalità sempre più
organizzata atta ad estorcere lavoro e risorse dal sud del mondo, atta a
reprimere i lavoratori di tutto il mondo, noi compresi...chi non ci crede è
pregato di aprire gli occhi..conti quanti sono gli armati tra di noi e conti
quanti sono gli armati tra di loro...