In
Yugoslavia, il Fondo Monetario Internazionale è diventato la stabile
burocrazia finanziaria dell'Alleanza Militare dell'Occidente, operando in
stretta connessione con la NATO e il Dipartimento di Stato degli Usa
IL
TERRORISMO ECONOMICO DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ( FMI )
di
Michel
Chossudovsky,
Professore
di Economia, Università di Ottawa
Il
Fondo Monetario Internazionale (FMI) è noto per la sua azione di interferenza
prepotente sullo sviluppo dei Paesi, imponendo forti dosi di "medicina
mortale per l'economia " mentre grava i governi con la spirale del debito
estero. In complicità con Washington, il
FMI spesso interviene nelle riunioni di Gabinetto dei governi delle nazioni
debitrici.
In
Corea nella turbolenza della crisi Asiatica del 1997, il Ministro delle
Finanze --congedato per supposti " intralci ai negoziati " con il
FMI -- è stato rimpiazzato da uno che in precedenza era stato funzionario del
FMI.
In
Turchia, proprio alla vigilia di una fusione finanziaria sullo stile-FMI
(marzo 2001), il Ministro dell'Economia è stato sostituito dal
Vice-Presidente della Banca Mondiale.( 2 )
Ma
quello che è capitato in Yugoslavia segna un nuovo record nelle pratiche
abusive della burocrazia finanziaria internazionale che fa riferimento a
Washington: l'arresto di un Capo di Stato di una nazione debitrice --
richiesto dai suoi stessi creditori -- è divenuto "la pre-condizione"
per ottenere negoziazioni di un prestito.
Mentre
il 31 marzo 2001 era la data di scadenza imposta al Governo della DOS da
Washington per l'arresto del Presidente Slobodan Milosevic, un altro ultimatum
era posto per trasferire il precedente Capo di Stato sotto la giurisdizione
della NATO-sponsor del Tribunale Internazionale dell'Aja per i
Crimini di Guerra (ICTY). E questo nelle parole del Segretario di Stato
Colin Powell: " Il sostegno dell'amministrazione degli USA per una
Conferenza internazionale di Stati elargitori, dove la Yugoslavia spera su un
prestito di un miliardo di dollari ($1 billion) per aiutare la ricostruzione,
dipende dai continui progressi in una totale cooperazione con il Tribunale
dell'Aja." ( 3 )
Il
portavoce del Dipartimento di Stato, in più, chiarifica "che gli Stati
Uniti hanno il potere di fermare la conferenza che dovrebbe avere corso nella
prossima estate, se Washington non fosse soddisfatta." ( 4 )
Nel
frattempo, il Tribunale dell'Aja ha minacciato di prendere decisioni prima del
Consiglio di Sicurezza dell'ONU, se il Presidente Milosevic non viene
rapidamente trasferito sotto la sua giurisdizione. ( 5 )
Veramente al momento opportuno!… A ridosso delle elezioni presidenziali in Yugoslavia (settembre 2000), una "legislazione ad hoc" veniva costruita d'improvviso dalla Camera dei Rappresentanti degli USA. Washington aveva avvertito Kostunica --in seguito ad un Atto del Congresso (HR 1064)-- che se il suo governo non si fosse interamente conformato ai diktats USA, l'"aiuto" finanziario sarebbe stato negato. Quindi il FMI e la Banca Mondiale hanno, a tempo debito, notificato attraverso il loro più importante azionista, vale a dire il Governo degli USA, che:
"il
Segretario USA del Tesoro potrebbe bloccare il pagamento della quota degli
Stati Uniti di ogni aumento nel capitale versato di una quantità uguale alla
quantità del prestito, o per altra assistenza, alla Yugoslavia." ( 6 )
Intanto,
Washington ha richiesto l'apertura di un ufficio del Tribunale dell'Aja (ICTY)
a Belgrado, ed inoltre modifiche agli statuti legali dell' Yugoslavia. Gli
statuti modificati --con il timbro di avallo del Parlamento-- dovrebbero porre
il Tribunale ICTY sopra la giurisdizione del sistema legale nazionale della
Yugoslavia. Con ciò si vuole mettere il Tribunale sotto il comando della
NATO, e quindi provocare l'arresto di migliaia di persone inventando accuse.
IL
RILASCIO DEI TERRORISTI DELL'UCK
Funzionari
USA hanno inoltre intimato l'immediato rilascio dei "combattenti per la
libertà" dell'UCK, e la risoluzione dei termini della carcerazione in
Serbia dei terroristi era da considerarsi come una "addizionale
pre-condizione" per la concessione di assistenza finanziaria:
"Funzionari
del Dipartimento di Stato dichiaravano che, fra le diverse fasi del
cambiamento, gli Stati Uniti si aspettavano che il Presidente Yugoslavo
Vojislav Kostunica cominciasse a restituire al Kosovo gli Albanesi catturati
durante il conflitto in Kosovo del 1999 ed accettasse la giurisdizione del
Tribunale per i Crimini di Guerra all'interno della Serbia, in modo che molti
sospetti accusati potessero tranquillamente ottenere l'immunità." ( 7 )
Una
"Legge di Amnistia" veniva prontamente approvata dal Parlamento
Yugoslavo appena un mese prima della data del 31 marzo, scadenza
dell'ultimatum di Washington del 31 marzo. ( 8 )
Mentre
le vittime della guerra sono perseguitate e indicate come criminali di guerra,
il regime di Kostunica --su istruzioni di Washington-- ha rilasciato criminali
dell'Armata di Liberazione del Kosovo (UCK), collegata alla mafia della droga,
che hanno commesso atrocità in Kosovo.
Inoltre
questi criminali si sono ricongiunti ai ranghi dell'UCK, ora coinvolti in una
nuova ondata di assalti terroristici nel Sud della Serbia e nella vicina
Macedonia. L'evidenza ampiamente conferma che questi attacchi terroristici
sono appoggiati e finanziati da Washington. ( 9 )
Senza
un ulteriore esame critico della situazione, i media Occidentali sollecitano
lo svolgimento di una Conferenza dei paesi disposti al prestito come "il
passo necessario" verso la "normalizzazione economica" e la
"reintegrazione" della Yugoslavia nella "famiglia delle
Nazioni".
La
pubblica opinione è lasciata credere che questi paesi "donatori"
vogliano "aiutare" la Yugoslavia nella ricostruzione. Il termine
"donatore" è una denominazione non appropriata. Nei fatti, la
conferenza dei donatori è una riunione di banchieri e di creditori,
soprattutto dei Paesi che hanno bombardato la Yugoslavia. Il loro intento non
è solo di raccogliere denaro dalla Yugoslavia, ma anche di conseguire il
pieno controllo e il possesso dell'economia Yugoslava.
Nel
frattempo, le leggi nazionali sono state riviste per facilitare una totale
privatizzazione. Il vasto complesso industriale della Serbia e gli edifici
pubblici devono essere ristrutturati e messi all'incanto del capitale
straniero. In altre parole, più che "aiutare la Yugoslavia", la
conferenza dei donatori --organizzata in consultazioni riservate fra
Washington e i quartieri generali della NATO a Brussels--vuole porre le basi
per la trasformazione della Yugoslavia in una colonia dell'Alleanza militare
dell'Occidente.
Il
debito estero della Yugoslavia supera i 14
miliardi di $, dei quali 5 miliardi di $ sono dovuti al Parigi Club (
costituito in modo largo dai governi dei Paesi della NATO ), e 3 miliardi di $
al Londra Club. Quest'ultimo è costituito da un cartello di Banche private,
che nel caso della Yugoslavia include qualcosa come 400 Istituti di Credito.
Comunque,
la larga parte del debito commerciale della Yugoslavia è sostenuto da 16
Banche Americane ed Europee, che sono membri di un "Comitato
Internazionale di Coordinamento" (ICC) scaturito da Citigroup America e
dal gigante della Germania WestDeutsche Landesbank. Altri grandi membri di ICC
includono J. P. Morgan-Chase e Merrill Lynch.
L'ICC
--che opera discretamente dietro la scena --alla fine invita i pezzi grossi a
ben considerare i negoziati sul debito, le privatizzazioni e la terapia
macro-economica.
D'altro
canto, la burocrazia del FMI, agendo nell'interesse dei creditori commerciali
e pubblici, ha consigliato per "una ristrutturazione del debito estero
della Repubblica Federale Yugoslava su termini appropriati "
sottolineando il fatto che può essere approvata la concessione di denaro
pronta cassa "solo dopo la regolarizzazione degli arretrati." ( 10 )
Questo significa che Belgrado sarà obbligata a riconoscere in pieno questi
debiti, come la condizione per negoziare un nuovo prestito, come pure a
tener conto di sviluppi verso la secessione, considerando la possibilità
di divisione del debito estero della Repubblica Federale Yugoslava con le sue
"Repubbliche successivamente eredi."
DENARO
FITTIZIO
Mentre
sono sbandierati i prestiti per la "ricostruzione", una vasta
quantità di denaro e di risorse vengono portate fuori dalla Yugoslavia. Nei
fatti, la gran parte del denaro promesso per la "ricostruzione"
risulta completamente fittizio.
Il
prestito di 208 milioni di $, un "prestito ponte", garantito da
Svizzera e Norvegia (gennaio 2001) viene usato per rimborsare il FMI. Inoltre,
il FMI ha garantito a Belgrado un debito di 151 milioni di $ nella forma di
una cosiddetta "assistenza post-conflitto". Ma questo
"aiuto" era collegato a rimborsare Svizzera e Norvegia, che avevano
sputato il denaro principalmente per saldare gli arretrati al FMI:
"Il
Consiglio del FMI approva il prestito di 151 milioni di $ USA, secondo la
politica emergenziale del FMI di assistenza post-conflitto, in supporto al
programma di stabilizzare l'economia della Yugoslavia e di aiuto per la
ricostruzione delle sue capacità amministrative. Di questo ammontare,
le
autorità di Belgrado dovranno separare…130milioni di $ USA per ripagare il
debito ponte che hanno ricevuto dalla Svizzera e dalla Norvegia per eliminare
gli arretrati dovuti al FMI." ( 11 )
Viene
indotta l'illusione che "denaro sia in arrivo" e che "il FMI
stia aiutando la Yugoslavia."
Nei
fatti, ciò che rimane, dopo che il FMI "ha ottenuto rimborsi per se
stesso", è un magro afflusso di 21 milioni di dollari. E certamente lo
stesso movimento di denaro fittizio è stato posto in essere dalla Banca
Mondiale, che ha ingiunto che 1.7 miliardi di $ di arretrati "siano
chiarificati" prima di garantire altri debiti freschi.
A
questo riguardo, Belgrado accetterà un cosiddetto "prestito di
consolidamento" dalla Banca Mondiale per rimborsare il debito di 1.7
miliardi di $ alla stessa Banca Mondiale. In realtà in Yugoslavia entrerà
poco denaro,per non dire nulla.
Nelle
parole del Governatore della Banca Centrale Mladan Dinkic:
"questo
preparerà la via per il ritorno della Yugoslavia alla Banca Mondiale. Nei
primi tre anni, riceveremo il cosiddetto status AIDA, che la Banca Mondiale
assegna ai Paesi più poveri… questo è l'accomodamento più favorevole
possibile, con un più lungo periodo di grazia e interessi al minimo, che
consentirà alla nostra economia di pagare il debito di 1.7 miliardi di $ e di
creare le condizioni per ricevere nuovi prestiti." ( 12 )
Più
generalmente, il denaro per la "ricostruzione" riempirà le tasche
dei creditori internazionali e delle corporations multinazionali (con
regali-gingillo per i vecchi amici della DOS), mentre l'intera economia
Yugoslava viene disposta in blocco all'incanto. Le risorse verranno messe in
vendita al prezzo più basso sotto la supervisione del FMI e della Banca
Mondiale. I magri ricavati della privatizzazione forzata --in cui solo
"investitori" esteri avranno la concessione di partecipare--verranno
allora usati per ripagare i creditori, che si dà il caso essere la stessa
gente che si accaparrerà le risorse della Yugoslavia.
E
chi valuterà il "listino valori " delle risorse industriali della
Yugoslavia e supervisionerà l'asta delle proprietà di questo Stato? Le
grandi banche mercantili dell'Europa e degli USA e società finanziarie, che
inoltre stanno mettendosi in azione per curare corporativamente gli interessi
dei loro clienti, consigliandoli alla partecipazione dell'asta.
Sicuramente
il denaro (fittizio!) per la ricostruzione è garantito solo alla condizione
che la Yugoslavia implementi la " terapia shock" economica. Il
programma di donazioni e di garanzie si sviluppa su una
"destrutturazione" più che sulla "ricostruzione".
Sotto
la maschera di "normalizzazione economica", il FMI, la Banca
Mondiale e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD), con
base a Londra, hanno avuto il mandato di smantellare attraverso bancarotta e
privatizzazioni forzate quello che ancora non è stato distrutto dai
bombardieri.
In
questo processo, il terrore politico e il " terrore economico "
vanno di pari passo. L'evidenza ampiamente conferma che le riforme economiche
letali del FMI e della Banca Mondiale, imposte in più di 150 Paesi in via di
sviluppo, hanno portato all'impoverimento di milioni di persone.
Per
crudele ironia, l'amara medicina economica e la simbolica assistenza
finanziaria vengono presentate come "le ricompense ", dopo il
trasferimento del Presidente Milosevic sotto la giurisdizione del Tribunale
dell'Aja. Sebbene il presente programma del FMI sia la
"continuazione" delle insopportabili riforme economiche imposte alla
Repubblica Federale di Yugoslavia nel 1980, (e quindi alle sue
"repubbliche eredi"), questo promette di essere alla lunga più
devastante. ( 13 )
Il
Gruppo di 17 economisti (G-17) -- che controlla il Ministero delle Finanze e
la Banca Centrale di
Yugoslavia
(NBJ)-- è in permanente contatto con il FMI, la Banca Mondiale e il Ministero
del Tesoro degli USA. Una "lettera di Intenti", che sottolineava nei
dettagli la terapia economica che doveva essere imposta alla Yugoslavia dal
governo della DOS, è stata di fatto compilata in negoziati segreti con i
creditori prima delle elezioni Presidenziali del settembre 2000.
Mladjan
Dinkic --che ora occupa la posizione di Governatore della Banca Nazionale di
Yugoslavia (NBJ) (Banca Centrale)--aveva stabilito che uno dei primi argomenti
che doveva essere sottoposto al Presidente Kostunica
era di mettere in atto la "terapia shock " economica:
"Immediatamente
dopo essere entrato in carica, il nuovo governo deve abolire tutti i tipi di
sussidio… Questa misura deve essere adottata senza rammarico o esitazioni,
poiché sarà difficile, se non impossibile, applicarla più in avanti, in
vista del fatto che nel frattempo possono manifestarsi forti interessi, che
possono fare del loro meglio per bloccare tali misure…Questo primo passo
nella liberalizzazione economica deve essere intrapreso come una "terapia
shock " e la sua radicale natura non deve lasciar spazio a gradualismi di
ogni tipo. " ( 14 )
Il
G-17 non deve nascondere il fatto che uno dei suoi principali obiettivi
consiste nello spezzare la resistenza sociale al programma di ristrutturazione
economica:
"Qualsiasi
regime democratico futuro è per opporre una sostanzialmente uguale pubblica
resistenza alle privatizzazioni e alle riforme socio-economiche che dovranno
accompagnarlo. In poche parole,
l'insolvenza
e la ristrutturazione delle imprese in Serbia genereranno parimenti
disoccupazione o tagli salariali per molti impieghi… Il controllo del debito
pubblico e gli aggiustamenti fiscali richiedono ugualmente tagli nella spesa
pubblica e l'introduzione di nuove tasse e imponibili potenzialmente
impopolari. L'acquisto di imprese Serbe da parte di ricchi investitori
nazionali e stranieri può anche generare risentimenti, specialmente perché
ciò rappresenta una radicale rottura con la precedente tradizione Yugoslava
della proprietà dell'impresa da parte dei lavoratori o "sociale".
Anche gruppi nazionalisti e anti-riformisti possono mobilitare la resistenza
popolare per sfruttare queste problematiche.Queste forme di opposizione
politica tendono a limitare gli scopi dell'introduzione di effettive riforme
economiche e delle privatizzazioni." ( 15 ).
Il
programma del FMI --presentato nel pieno delle attività alla vigilia delle
elezioni del settembre 2000--esige l'adozione di "prudenti politiche
macro-economiche e audaci riforme strutturali"; nel gergo del FMI,
"audace" invariabilmente significa l'applicazione di un
"trattamento curativo shock" mentre "prudente" significa
misure di austerità attentamente designate e prive di compromessi.( 16 )
Appena è entrato nel pieno delle sue funzioni, il governo Kostunica --sotto
le indicazioni del FMI --
ha
deregolato i prezzi dei beni di consumo essenziali e congelato i salari dei
lavoratori. ( 17 )
Una
nuova Legge per il Lavoro, stabilendo che il salario minimo fosse il 35% della
media salariale, aveva l'approvazione del Parlamento Yugoslavo. In altre
parole, con l'aumento dei prezzi accompagnato alla deindicizzazione dei salari
ordinata dal FMI, la nuova legislazione fa in modo che il salario minimo reale
sia scivolato a livelli abissalmente bassi.
( 18 )
Il
credito è stato congelato per gli imprenditori locali e i coltivatori. I
tassi di interesse sono già balzati alle stelle. Con la fine delle sanzioni
economiche, il FMI ha anche imposto che i blocchi delle importazioni siano
rimossi per facilitare l'esportazione del surplus estero di merci a prezzi
stracciati sul mercato Yugoslavo, portando così alla bancarotta i prodotti
locali. In aggiunta, i prezzi energetici sono stati totalmente deregolati,
prima delle privatizzazioni dei servizi pubblici, delle raffinerie statali di
petrolio, delle miniere di carbone e delle aziende elettriche.
Inoltre,
vengono considerati tagli drastici alla previdenza sociale e ai fondi pensione
della Repubblica di Serbia, che praticamente produrranno il loro collasso (
Vedi il Programma del FMI, op cit). La ristrutturazione dei programmi sociali
è copia-carbone di quella imposta alla vicina Bulgaria, dove le pensioni
pagate ai cittadini anziani precipitano a capofitto nel 1997 a 3 dollari $ al
mese.
Il
componente più letale del programma del FMI, comunque, è la cosiddetta
"fluttuazione controllata" del rapporto di cambio che --in accordo
con il Consigliere Delegato Aggiunto del FMI Stanley Fischer-- viene
introdotta "per riflettere meglio le condizioni di mercato". ( 20 )
Le
riserve di cambio con l'estero della Banca Centrale di Yugoslavia sono
dell'ordine di 500 milioni di $, il debito estero supera i 14 miliardi di $.
Con
il parere positivo del FMI, moneta ( in forma di "prestito
cautelativo") dovrebbe essere garantita a riempire le riserve di cambio
con l'estero della Banca Centrale, con lo scopo di supportare il dinaro.
Nel
contempo, seguendo il modello Brasiliano, il dinaro dovrà anche essere
artificialmente sostenuto da un governo che prenda prestiti da istituti
bancari privati a rapporti di interesse esorbitanti, e perciò alimentando il
debito pubblico interno. ( 21 )
In
assenza di controlli di cambio che restringano la fuga di capitali, le riserve
di cambio con l'estero della Banca Centrale alla fine risulteranno impoverite.
In altre parole, quando le "riserve prese a prestito " non sono
sostenute più a lungo dalla moneta corrente, il dinaro collassa. Nella logica
della "fluttuazione controllata", i dollari prestati con un
aggiustamento di capitali cautelativo del FMI, rientreranno in possesso dei
creditori e degli speculatori al momento della caduta del dinaro, causando
l'ulteriore espansione del debito estero della Yugoslavia.
Nei
fatti, questa politica è largamente strumentale a far scattare una
iperinflazione. La moneta corrente nazionale diventerà totalmente priva di
valore. In altre parole, i prezzi voleranno alle stelle come conseguenza del
collasso della moneta corrente nazionale. In più, i salari dovranno essere
congelati su indicazioni del FMI come parte di un "programma
anti-inflattivo" e lo standard di vita piomberà a livelli sempre più
bassi. Così gli Yugoslavi si troveranno alla fine impoveriti per due terzi
della popolazione (in accordo con fonti ONU a conoscenza del rapporto del FMI)
con redditi pro capite sotto ai 2 dollari al giorno.
E'
la stessa truffa finanziaria che il FMI ha imposto in Corea, Indonesia,
Russia, Brasile e più recentemente in Turchia. ( 22 )
In
questo processo, sono messi in atto vari strumenti speculativi ( inclusa
"l' improvvisa vendita" di moneta corrente) da parte di banche
internazionali e istituti finanziari in modo da scatenare il collasso della
stessa moneta.
In
Corea, la spirale del debito è aumentata come prodromo della crisi monetaria.
Come risultato, i beni economici nella loro globalità venivano messi
all'incanto e diversi potenti
blocchi economici della Corea erano acquisiti dal capitale Americano a prezzi
ridicolmente bassi.
In
Russia, il rublo si è ridotto totalmente privo di valore, dopo aver seguito
la strategia del programma del FMI. La fluttuazione del rublo, applicata nel
1992 per i consigli del FMI, ha contribuito in meno di un anno ad un
progressivo ed enorme aumento (9900%) dei prezzi dei generi di prima necessità.
I salari nominalmente venivano aumentati di circa il 900%, e quindi il crollo
degli stipendi reali nel 1992 veniva ad essere dell'ordine dell'86%. Negli
anni seguenti, i salari reali continuarono a scendere a precipizio, inducendo
la rovina del popolo Russo e la sua estrema povertà. ( 23 )
Più
generalmente, il programma del FMI crea una struttura per far accumulare, così
come far estendere, il debito attraverso la manipolazione dei mercati
valutari. E' opportuno ricordare, a questo riguardo, che appena poche
settimane prima dell'arresto del Presidente Milosevic, la Turchia è stata
soggetta--in seguito alla destabilizzazione della sua moneta corrente-- alla
più brutale delle riforme economiche che ha causato praticamente nel giro di
una notte al collasso dello standard di vita. Sotto i consigli e le cure del
FMI, i tassi di interesse in Turchia sono saliti di un modesto…550%.
Il
FMI ha reso noto nella sua relazione che i danni causati dai bombardamenti
NATO sono dell'ordine di 40 miliardi di dollari. ( 24 ) Questa
rappresentazione non tiene in debito conto delle perdite nel PIL della
Yugoslavia, risultanti da anni di sanzioni economiche, non tiene conto delle
perdite umane e delle mutilazioni, non della sofferenza inflitta ad una intera
popolazione, non delle radiazioni tossiche dovute all'Uranio impoverito e
nemmeno delle devastazioni ambientali ampiamente documentate da fonti
Yugoslave ed internazionali. ( 25 )
Ironicamente,
questo studio sui danni di guerra è stato coordinato dai membri del G-17
Mladjan
Dinkic e Miroslav Labus, che ora detengono posizioni chiave nel governo della
DOS.
Dal
momento della sua nomina al ruolo di Governatore della Banca Centrale, Dinkic
non ha detto una parola intorno ai "danni di guerra" nelle sue
discussioni con i creditori Occidentali. ( 26 )
CONTRATTI
SPECULATIVI SULLA RICOSTRUZIONE
Non
è stata contemplata alcuna "compensazione" per danni di guerra
a rimettere il debito. In una crudele partita di giro, la grande parte
dei prestiti freschi--che la Yugoslavia dovesse eventualmente avere come
rimborso--dovrà essere usata per ricostruire quello che i bombardieri hanno
distrutto.
In
più, secondo il sistema Banca Mondiale-EBRD di offerta internazionale, questi
prestiti sono nei fatti destinati a finanziare contratti lucrativi con imprese
di costruzioni dei Paesi NATO:
"I
grandi vincitori sono le compagnie Occidentali di telecomunicazioni, le
imprese di costruzioni, le banche e le società di navigazione che possono
ricostruire i ponti sul fiume Danubio, le centrali di energia elettrica e le
raffinerie distrutte dagli attacchi aerei della NATO… Mentre le compagnie
Europee, già occupate con i progetti nei Balcani, hanno il vantaggio di
operare in casa, anche le compagnie USA, come le specialiste in infrastrutture
la Brown & Root [una associata della compagnia Halliburton Oil
del Vice Presidente Dick Cheney], la AES e la General Electric possono
partecipare ad una parte del processo." ( 27 )
E
cosa vogliono ottenere queste società? Queste vogliono sub-appaltare a ditte
locali e/o assumere ingegneri e lavoratori a stipendi al di sotto di un
centinaio di dollari al mese. In altre parole, il denaro in prestito promesso
a Belgrado per la "ricostruzione" tornerà direttamente nelle tasche
delle Banche occidentali e del MNC. Inoltre, la cosiddetta "priorità
delle spese" imposta dal FMI ha questo significato, che lo Stato (e cioè
con il denaro proprio della Yugoslavia) dovrà essere il fulcro di un progetto
per il disinquinamento del Danubio e per la ricostruzione dei ponti,
essenzialmente "supportando" gli interessi del capitale straniero.
In
più, "le proposte condizionali" del FMI--che esigono drastici tagli
alle spese sociali--imporranno preventivamente al governo di non allocare le
sue risorse per la ricostruzione di scuole ed ospedali distrutti dalla
campagna di bombardamenti.
Accusando
il popolo Serbo e il precedente capo di Stato di crimini, commessi invece
dall'aggressore, si ha l'intenzione di instillare un senso di paura e di colpa
collettiva su un'intera Nazione.
Ma
vi è qualcosa d'altro che fino ad ora non è stato considerato: il disegno di
Washington consiste nel tenere responsabile il Presidente Milosevic per la
Guerra non solo individualmente, ma come capo di Stato di una Nazione, con
l'intenzione finale di ottenere… dalla Yugoslavia riparazioni di guerra.
In
altre parole, se il precedente capo dello Stato venisse imputato dal Tribunale
dell'Aja, tutta la Nazione potrebbe essere considerata "legalmente
responsabile" non solo per le spese delle"bombe umanitarie", ma
anche per tutte le spese militari e di "peacekeeping" sostenute
dalla NATO fin dal 1992.
Per
questo, un esercito di contabili ed economisti ha già valutato--su mandato
della NATO-- i costi della campagna aerea e delle varie operazioni di "peacekeeping".
A questo riguardo, il contributo degli USA alle spese per i bombardamenti, per
"peacekeeping" e per "assistenza ai rifugiati ", per il
solo anno fiscale (FY) 1999, veniva stimato sui 5.05 miliardi di $. La quantità
di risorse, destinate dall'Amministrazione Clinton per pagare le spese di
guerra e a favore dei rifugiati, era dell'ordine di 6.6 miliardi di $. Il
cosiddetto "fondo di emergenza" destinato dal Congresso per le
operazioni in Kosovo e di altra difesa, spendibile nel FY 1999, raggiungeva un
totale di 12 miliardi di $. Inoltre, il Dipartimento della Difesa stimava le
spese, per il dispiegamento di forze di occupazione USA e per il personale
civile di stanza in Bosnia e in Kosovo dal 1992, essere dell'ordine di 21.2
miliardi di $. ( 28 )
In
altre parole, imputando il Presidente Milosevic con accuse inventate, viene
sollevata una fondamentale questione di legittimità. Si approvano i
bombardamenti come un'operazione umanitaria. Non solo i reali criminali di
guerra vengono assolti, ma viene aperta la strada della messa in stato di
accusa della Yugoslavia come nazione.
Viene
messo in stato di accusa il precedente capo di Stato; lo è anche il popolo
collettivamente. Questo significa che la NATO prossimamente potrà obbligare
la Yugoslavia a pagare per le bombe usate a distruggere la regione e ad
ammazzare il suo popolo.
Fondamentalmente
non vi è nulla di nuovo in questo processo.
Sotto
l'Impero Britannico, era pratica comune non solo insediare regimi fantoccio,
ma anche far pagare i costi delle operazioni delle cannoniere alle nazioni che
rifiutavano di sottoscrivere un accordo di "libero commercio" con il
Governo di Sua Maestà.
Nel
1850, la Gran Bretagna minacciava di inviare le sue "cannoniere " ---
cosa equivalente agli odierni raids umanitari--- in seguito al rifiuto del Re
del Siam (Thailandia) di sottoscrivere un trattato di libero commercio con gli
Inglesi (equivalente ad una odierna "lettera di intenti" del FMI).
Mentre il linguaggio e le istituzioni della diplomazia coloniale sono
cambiati, resta impressionante la somiglianza con le pratiche
contemporanee.Ecco i termini dell'inviato Britannico Sir James Brooke
(equivalente al Richard Holbrooke di oggi):
"Il
Governo Siamese è ostile -- il suo tono è arrogante -- la sua presunzione
insopportabile…
Se
queste giuste richieste Inglesi, presentate con ferma urgenza, dovessero
essere rifiutate, dovrà essere inviata una forza, per appoggiarle
immediatamente con la rapida distruzione delle difese del fiume…Il Siam deve
imparare la lezione che già da lungo tempo doveva essergli impartita,…un Re
disposto con più favore deve essere posto sul trono, e così verrà acquisita
grande influenza nella regione che per l'Inghilterra assumerà un'importanza
commerciale immensa… [Notare la somiglianza in relazione alla Yugoslavia].
Soprattutto, ciò servirà bene a preparare il cambio per imporre un nuovo Re
sul trono… Noi dovremmo porre sul trono questo principe [Mongkut] e
attraverso lui, potremo, senza alcun dubbio, ottenere quello che
desideriamo…E le spese necessarie per l'operazione militare saranno
sicuramente ricoperte dal tesoro Reale del Siam. " ( 29 )
Rimpiazzato
il Capo di Stato, imposto il "libero" mercato, la Nazione colpita
dovrà anche pagare le spese per le operazioni militari!
PRECEDENTI
CASI DI RIPARAZIONE DI DANNI DI GUERRA:
VIETNAM
E NICARAGUA
Effettivamente
nel caso del Vietnam --che vinse la guerra contro l'aggessione USA-- Hanoi
veniva nondimeno obbligata a pagare riparazioni di guerra agli Stati Uniti,
come condizione per essere sollevata nel 1994 dalle sanzioni economiche.
Sebbene
le circostanze storiche fossero differenti del tutto da quelle della
Yugoslavia, il modello dell'intervento del FMI in Vietnam è stato per molti
versi identico. La decisione di sollevare il Vietnam dalle sanzioni veniva
anche questa volta nel contesto di una conferenza di elargitori di prestiti.
"Circa 2 miliardi di dollari $ di prestiti e di denaro di
"aiuto" sono stati impegnati in supporto alle riforme in Vietnam
sponsorizzate dal FMI; subito dopo la Conferenza, è stata tenuta un'altra
riunione separata, questa volta "a porte chiuse", in cui Hanoi
veniva obbligata a rimborsare completamente…i debiti fatti dagli USA per
installare a Saigon un governo militare. " ( 30 ) Riconoscendo
completamente la legittimità di questi debiti, Hanoi ha in effetti accettato
di ripagare debiti che sono stati utilizzati per sostenere lo sforzo bellico
USA.
Inoltre,
l'aver accettato queste condizioni da parte di Hanoi ha totalmente assolto
Washington dal pagare i danni di guerra al Vietnam per un totale di 4.2
miliardi di dollari $, come stabilito dalla Conferenza di Pace a Parigi nel
1973. ( 31 )
NICARAGUA:
"I COMBATTENTI
PER LA LIBERTÀ"
E
LA MEDICINA ECONOMICA DEL FMI
In
modo consimile, i 12 miliardi di dollari $ di "riparazioni" che gli
Usa erano stati ordinati di pagare al Nicaragua dalla Corte di Giustizia
Internazionale dell'Aja (ICJ) non sono mai stati pagati. Nel 1990, in seguito
all'insediarsi di un governo "democratico" filo-USA, queste
riparazioni
--ordinate
dalla ICJ-- sono state cancellate in cambio di una "normalizzazione"
e di un ritiro delle sanzioni economiche. In cambio, Washington ha approvato
un impegno di 60 milioni di $ per "aiuti emergenziali", che
naturalmente era fattore condizionale al pagamento di tutti i debiti e
all'adozione della più insopportabile terapia economica shock del FMI:
"Gli
Stati Uniti…provvedono a pagare al governo le indennità di uscita per i
lavoratori licenziati, secondo il mandato programmatico degli USA
[aggiustamento strutturale del FMI!], orientato a sminuire la grandezza del
governo del Nicaragua.
Ed
ecco alcuni dei risultati:
il
budget di spesa del Nicaragua per le protezioni sociali è stato aspramente
tagliato
da
18 milioni di $ a 4 milioni di $, mentre la disoccupazione ha raggiunto circa
il 45%;
la
spesa per la Sanità è piombata da 86 $ annui per persona, di cinque anni fa,
a 18 $ nel 1991, anno seguente alle elezioni;
le
pensioni per i veterani di guerra disabili sono state congelate a 6.5 $
mensili, mentre i prezzi degli alimenti hanno raggiunto, nel 1991, valori di
livello molto vicini a quelli negli USA…
Un
funzionario del Dipartimento di Stato così si esprimeva: 'Agli USA è stato
affidato l'incarico di ricostruire il Nicaragua, ma vi è solo una quantità
limitata che noi possiamo dare per aiutare lo sviluppo.'" ( 32 )
Eppure
gli Usa non hanno esitato nello spendere miliardi di dollari per finanziare
nove anni di embargo economico e una guerra in cui Washington ha creato e
finanziato un esercito paramilitare ( la Contras ) per combattere il governo
Sandinista.
Annunciati
dall'amministrazione Reagan e sostenuti dai media come "combattenti per
la libertà", i rivoltosi Contras erano finanziati da proventi della
droga e con supporto di copertura della CIA.
E
nei fatti lo stesso modello di supporto di copertura, usando denaro dal
traffico di droga, è stato applicato per finanziare l'Armata di Liberazione
del Kosovo(KLA o UCK), con l'obiettivo di destabilizzare la Yugoslavia.
William
Walker, capo della missione OSCE in Kosovo nei mesi precedenti la guerra del
1999, era il responsabile, con Oliver North, nell'incanalare supporti di
copertura per i Contras, che in definitiva tendevano alla caduta del governo
Sandinista e alla sua sconfitta nelle elezioni "democratiche" del
1990.
IL
RUOLO DELLA COMMISSIONE DELLE NAZIONI UNITE SULLE INDENNITÀ DI COMPENSAZIONE
(UNCC)
Un
altro caso è quello dell'Iraq che --sulla scia della Guerra del Golfo --
veniva obbligato a pagare notevoli riparazioni di guerra. La Commissione delle
Nazioni Unite sulle Compensazioni (UNCC) era costituita per istruire un
processo di "rivendicazioni" contro l'Iraq. Il 30% delle entrate del
petrolio Iracheno relative al programma "petrolio in cambio di cibo"
è stato imposto dalla UNCC per pagare riparazioni di guerra a Governi, Banche
e Società finanziarie.
La
UNCC "ha assegnato più di 32 miliardi di $ in rivendicazioni, e più di
9.5 miliardi di $ sono stati sborsati dall'Iraq, per riparazioni, utilizzando
le entrate del programma cibo-contro-petrolio." ( 33 )
Questi
precedenti sono importanti per ben comprendere la guerra in Yugoslavia.
Sebbene
nessun esposto ufficiale sia stato presentato dalla NATO, la struttura e la
burocrazia dell' UNCC in un futuro prossimo possono estendere la loro azione
per riscuotere riparazioni di guerra dalla Yugoslavia. Le procedure di
rivendicazione dell'UNCC si basano su una risoluzione del 1991 del Consiglio
di Sicurezza dell'ONU, che stabilisce l'obbligo da parte dell'Iraq di pagare i
debiti per la guerra del Golfo, secondo una legge internazionale.
Nel
caso della Yugoslavia, il Presidente Milosevic è accusato dal Tribunale dell'Aja
per
"crimini
contro l'umanità e per violazioni delle leggi e delle consuetudini in tempo
di guerra ". ( 34 ) In seguito al precedente Iracheno, la decisione del
Tribunale dell'Aja riguardante il Presidente Milosevic può costituire il
fondamento per la formulazione di un' identica risoluzione del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU che stabilisca l'obbligo di pagare i debiti di guerra per
il governo e il popolo della Yugoslavia, per le "perdite e i danni
subiti…dai governi stranieri, dalle multinazionali e dalle società
finanziarie", inclusi "i costi della campagna di guerra aerea".
Eventi
recenti hanno dimostrato come fatti reali possono essere completamente
capovolti dall'aggressore e dalla sua macchina di propaganda.
L'intento
della NATO è di distorcere vistosamente il corso degli eventi e di manipolare
la scrittura della storia contemporanea. Risulta quindi essenziale che il
popolo Yugoslavo venga considerato in blocco nelle sue risoluzioni. Inoltre si
dovrebbe comprendere che la "demonizzazione" del popolo Serbo e del
Presidente Slobodan Milosevic, oltre che a far scattare conflitti etnici, è
intesa ad imporre il "libero mercato" e il Nuovo Ordine Mondiale
dentro all'area dei Balcani.
Internazionalmente,
i vari movimenti contro le riforme del FMI-Banca Mondiale-WTO devono capire
che la guerra e la globalizzazione sono processi inter-connessi.
Applicata
a tutto il mondo, la sola promessa del "libero mercato" produce un
mondo di contadini senza terra, di fabbriche chiuse, di lavoratori senza
lavoro e di programmi sociali smantellati da una "amara medicina
economica" sotto la supervisione del FMI-Banca Mondiale-WTO, che
predispongono l'unica ricetta. Inoltre, l'accresciuta militarizzazione
costituisce il mezzo per imporre queste insopportabili riforme
macro-economiche.
La
lotta della Yugoslavia per preservare la sua sovranità nazionale --in questa
particolare congiuntura della storia--rappresenta una parte dell'esteso
movimento contro il Nuovo Ordine Mondiale e contro l'imposizione al mondo
intero di una omogenea agenda politica neo-liberale, sotto la supervisione del
FMI-Banca Mondiale-WTO. Dietro queste organizzazioni, che routinariamente si
interfacciano con la NATO--vi sono i poteri delle grandi strutture finanziarie
degli USA e dell'Europa e il complesso militare-industriale dell'Occidente.
1.
Agenzia France Presse , 19 Novembre 1997.
2
Database di Ricerche Economiche. West
LB Emerging Trends, 8 Marzo 2001,Agenzia
France Press,
16
Marzo 2001.
3.
Dichiarazione del Segretario di Stato Colin Powell citata in International
Herald Tribune,
Parigi,
4 Aprile 2001
4.
International Herald Tribune, op. cit.
5.
B 92 News, Belgrade, 3 Maggio 2001.
6.
Camera dei Rappresentanti degli USA, Progetto di Legge HR 1064, sezione 302,
Settembre
2000,
a http://www.house.gov/house/Legproc.html. clicca a 106.esimo Congresso e poi
invia al numero del Progetto di Legge.
7.
UPI, 2 Aprile 2001
8.
New York Times, 27 Febbraio 2001.
9.
Vedi Michel Chossudovsky, "Washington Finances Ethnic Warfare in the
Balkans",
Emperors
Clothes, Aprile 2001.
10.
Vedi FMI, il FMI approva come Membro la Repubblica Federale di Yugoslavia
e
una assistenza di 151 milioni di $ per l'emergenza post-conflitto,
http://www.imf.org/external/np/sec/pr/2000/pr0075.htm.
11.
Vedi FMI, il FMI approva come Membro la Repubblica Federale di Yugoslavia
e
una assistenza di 151 milioni di $ per l'emergenza post-conflitto,
http://www.imf.org/external/np/sec/pr/2000/pr0075.htm.
12.
Governo della Serbia, Serbia Info, Belgrade 2 Maggio 2001,
http://www.serbia-info.com/news/2001-05/03/23335.html.
13
Per ulteriori dettagli, vedere Michel Chossudovsky, "Dismantling Former
Yugoslavia,
Recolonising Bosnia, Covert Action Quarterly, Sprint 1996", disponibile a
http://www.ess.uwe.ac.uk/Kosovo/Kosovo-controversies4.html o
http://www.emperors-clothes.com/articles/chuss/dismantl.htm.
14.
Vedi Gruppo dei 17 "Program of Radical Economic Reforms", Belgrade
1999 a http://www.g17.org.yu/english/programm/program.htm.
15.
New Serbia Forum, "Privatization", Budapest, 13-15 Marzo 2000,
http://www.newserbiaforum.org/Reports/privatisation.htm.
16.
Il testo completo del programma del FMI è disponibile a http://www.imf.org/external/pubs/cat/longres.cfm?sk&sk875.0
Il mandato del Governo sotto il programma del FMI è sottolineato in Repubblica Federale di Yugoslavia, "Economic Reform Program for 2001", Belgrade, 9 Dicembre 2000, a http://www.seerecon.org/FRYugoslavia/erp2001.htm, vedi anche "Synthetic View" delle principali misure di politica economica a http://www.seerecon.org/FRYugoslavia/epmeasures.pdf.
17. Vedi Michel Chossudovsky, "Kostunica Coalition Drives Up Prices and Blames...Milosevic", Ottobre 2000,http://emperors-clothes.com/articles/chuss/triples.htm.
18.
Vedi B 92 News, 3 Maggio 2001 a http://www.b92.net/archive/e/index.phtml.
19.
Programma del FMI, op cit. Sulla
Bulgaria vedi "The Wind in the Balkans", The Economist, London, 8
Febbraio 1997, p.12 e Jonathan C. Randal, "Reform Coalition Wins,
Bulgarian Parliament", The Washington Post, 20 Aprile 1997, p.A21.
20.
Vedi la dichiarazione del Consigliere Delegato Aggiunto del FMI Stanley
Fischer,
Dicembre
2000 a http://www.imf.org/external/np/sec/pr/2000/pr0075.htm.
21.
Vedi Michel Chossudovsky, "Brazil's IMF Sponsored Financial Disaster",
Third
World Network, 1998 a http://www.twnside.org.sg/title/latin-cn.htm.
22. Per particolari vedi Michel Chossudovsky, "Financial Warfare triggers Global Financial Crisis", Third World Network a http://www.twnside.org.sg/title/trig-cn.htm.
23.
Vedi Michel Chossudovsky, "The Globalization of Poverty", Zed Books,
London 1997,
capitolo 12.
24.
Il FMI cita lo studio del G-17, "Economic Consequences of NATO
Bombardment", Belgrado 2000 a
http://www.g17.org.yu/english/index.htm.
25.
Vedi Michel Chossudovsky, " NATO Willfully Triggered an Environmental
Catastrophe in Yugoslavia", June 2000, a
http://emperors-clothes.com/articles/chuss/willful.htm.
26. Vedi G-17, "Economic Consequences of NATO Bombardment", Belgrado 2000 a http://www.g17.org.yu/english/index.htm.
27.
USA Today, 10 Ottobre 2000.
28.
GAO : Rapporto riassuntivo al Presidente, Commissione sui Servizi d'Arma,
Camera dei Rappresentanti, RPTno: gao/nsiad-00-125br,Washington,
24 Aprile 2000.
29.
Citato in M. L. Manich Jumsai, "King Mongkut and Sir John Bowring",
Chalermit, Bangkok, 1970, p. 21.
30.
Vedi Michel Chossudovsky, "The Globalisation of Poverty", op cit.,
Capitolo 8.
31.
A. J. Langguth, "The Forgotten Debt to Vietnam", New York Times, 18
Novembre 2000, vedi
anche Barbara Crossette, "Hanoi said to vow to give MIA Data", New
York Times, 24 Ottobre, 1992.
32.
The Houston Chronicle, 8 Dicembre 1991. Per
consultare la sentenza del 1986 della Corte Internazionale di Giustizia su "Nicaragua
v. United States of America", vedi: "Military and Paramilitary
Activities in and against
Nicaragua
(Nicaragua v. United States of America) (1984-1991)" a http://www.icj-cij.org/icjwww/Icases/iNus/inusframe.htm,
sommario a http://www.icj-cij.org/icjwww/idecisions/isummaries/inussummary860627.htm.
33.
UPI, 7 Dicembre 2000.
34.
Vedi il testo del 1999 della messa in stato di accusa del Presidente Milosevic
da parte del Tribunale dell'Aja a http://www.un.org/icty/indictment/english/mil-ii990524e.htm.
35.
Vedi il testo della risoluzione 687 (1991) del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
riguardante l' Iraq a http://www.unog.ch/uncc/introduc.htm.
C
Copyright by Michel Chossudovsky, Ottawa, May 2001. All rights reserved.
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Traduzione
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